Impianto rifiuti Fusina, M5S: «La maggioranza in Consiglio nega la discussione»

Sindaci della Città Metropolitana favorevoli al progetto di ampliamento. Comitati contrari chiedono «riduzione, riciclo, recupero». Razzini: «Non vogliamo portare cose da fuori»

Sito Veritas a Fusina, archivio

Il dibattito mai interrotto sulla realizzazione della terza linea dell'impianto di trattamento rifiuti Ecoprogetto, chiesta da Veritas a Fusina, si è spostato oggi, giovedì 5 marzo, in Consiglio comunale. Da qui il M5S ha informato che, «la mozione contro l’ampliamento non è stata dibattuta in quanto la maggioranza in Consiglio comunale ha negato la discussione». 
«In questi cinque anni ne abbiamo viste di tutti i colori - scrive la capogruppo Sara Visman - oggi prendiamo atto che l’amministrazione nega a prescindere qualsiasi confronto pubblico sul tema della salute legato allo smaltimento dei rifiuti». La maggioranza, dopo l'approvazione dell'ordine dei lavori, ha approvato la chiusura del Consiglio prima della discussione sulla petizione per il parco San Giuliano e di quella sul termovalorizzatore. «Quello che a noi ha disturbato - ha precisato inoltre la capogruppo Pd Monica Sambo - è che si sia arrivati alla discussione di una proposta dei cittadini dopo mesi, e dopo aver votato la delibera, senza neppure avvisare i proponenti che nello svolgimento del Consiglio era stata fissata».

Il favore dei sindaci

Tornando al termovalorizzatore, i sindaci si sono espressi a favore dell’impianto per la valorizzazione energetica del css (combustibile solido secondario derivato dal trattamento del rifiuto secco residuo) e di altre biomasse che Veritas ha chiesto di poter realizzare. «Farà crescere la differenziata e diminuire la quantità di rifiuto secco residuo da trattare e smaltire», secondo il Consiglio di Bacino Venezia Ambiente che gestisce i rifiuti nei 44 Comuni del territorio metropolitano di Venezia, più il Comune di Mogliano Veneto (Treviso). Il progetto è attualmente in Commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale (Via). 

Aumenta la differenziata

Nel 2019, per la prima volta, la media di differenziata del territorio secondo Veritas ha raggiunto il 70,74% (69,1% nel 2018). Ceggia ha sfiorato il 90% (89,33%), 15 Comuni hanno superato l’80% e altri 15 il 70%. Il progetto identificato dal Bacino inoltre comprende la possibilità di diminuire la quantità dei cosiddetti sovvalli (gli scarti), con conseguente riduzione dei costi per il loro smaltimento. I primi cittadini in generale sono orientati verso la riduzione della quantità dei rifiuti, ad esempio con lo stop all’usa e getta e alla plastica monouso.

I comitati

I comitati OpzioneZero, Medicina Democratica, Assemblea Permanente contro il pericolo chimico a Marghera, MalaCaigo - Riviera del Brenta, Laguna Ambiente, Archivio AmbienteVenezia, Ecoistituto del Veneto, Alex Langer, Eddyburg, Cobas Autorganizzati Comune Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, Fridays for future Riviera del Brenta, Fridays For Future Venezia-Mestre, continuano la strenua opposizione al programma Veritas, sostenendo che la loro alternativa è «meno impattante, meno costosa, e va nella direzione chiesta dalla Ue: riduzione, riciclo, recupero senza ricorrere all’incenerimento, e minimizzando lo stoccaggio di materiale inerte al momento non recuperabile». Non è vero, aggiunge il cosiddetto fronte No Inceneritore Fusina, «che avremmo proposto la discarica come alternativa all’inceneritore».

I comitati hanno sempre sostenuto durante i dibattiti pubblici che «con il potenziamento della capacità produttiva dell’intero impianto (così come richiesto alla Regione Veneto da Ecoprogetto), lo smaltimento in discarica passerà dalle attuali 40.000 tonnellate a circa 73.000 all’anno - e che - bruciare fanghi e percolati di discarica contaminati da Pfas avrà conseguenze incalcolabili per la salute e per l’ambiente». La proposta è quella della riduzione di almeno il 5% dei rifiuti prodotti, aumento della differenziata di tutto il bacino fino all’80%, sviluppo delle filiere di recupero di alcune categorie di rifiuto (ingombranti, pannolini, legno), mantenimento dell’impianto di trattamento del rifiuto secco finalizzato al recupero di materia e non alla produzione di Css. «Investendo subito almeno 10 milioni di euro possiamo ottenere questi risultati nel giro di 3-4 anni», affermano i comitati. 

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Veritas

«L'autorizzazione chiesta prevede l'utilizzo di css e legna, nell'impianto, per la produzione di energia, ma sono opzioni alternative, le cose non si possono sommare - commenta il direttore di Veritas Andrea Razzini - . Non siamo un'azienda interessata e continuiamo a essere sospettati di cose che non facciamo e nemmeno progettiamo. La terza linea abbiamo detto che serve come backup (riserva) delle altre, perchè l'età degli impianti non è la stessa. Non possiamo neppure essere sicuri che tutti aumenteranno la differenziata all'80%. Accadrà, certamente - commenta Razzini - ma nel frattempo che si fa? Si lascia l'immondizia per strada? - E sui fanghi - Tutta la Svizzera li brucia da più di 20 anni e lì non abbiamo un problema ambientale. Non siamo davanti a una grande emergenza, si può aprire una grande discussione, ma lo faranno le autorità competenti. Noi non siamo qua per portare da fuori cose sporche, perché così avveleniamo casa dove abito. Che senso avrebbe che fossimo d'accordo noi e tutti i 44 sindaci dei Comuni del territorio?».

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