"Mamma" e "papà" addio, moduli con "genitore 1" e "genitore 2"

Fa discutere l'iniziativa della neo consigliera delegata ai Diritti civili Camilla Seibezzi: "La burocrazia spesso non fotografa la realtà"

Basta "mamma" e "papà", al loro posto la dicitura "genitore 1" e "genitore 2". I bandi del Comune, come per l'assegnazione della casa, sono destinati a essere rivoluzionati da una delle prime azioni della consigliera di In Comune Camilla Seibezzi, "fresca" di delega da parte del sindaco Giorgio Orsoni ai Diritti civili e alla Politiche contro le discriminazioni. Nelle categoria "coppie di fatto" del bando, poi, verranno incluse tutte le tipologie di famiglia, non solo quelle composte da un uomo e una donna. “Questo – ha spiegato Seibezzi – sarà possibile grazie alla collaborazione da parte di tutti gli assessorati, facendo in modo che, alla base dell'orientamento politico, ci siano la laicità e la ricerca scientifica e che le azioni politiche abbiano un carattere estensivo e inclusivo”.

La delegata avrà a breve un ufficio e uno spazio dedicato sul sito web del Comune, al quale tutti i cittadini potranno rivolgersi, ma, in attesa di avere piena operatività, ha presentato giovedì mattina gli obiettivi principali del suo mandato, che consistono in azioni concrete con cui “decostruire” gli stereotipi di genere, di etnia, di religione, di orientamento affettivo e sessuale, ma anche quelli – ha sottolineato Seibezzi – “che riguardano le persone con disagio mentale e, non per ultima, la più grande discriminazione presente in Italia oggi, ovvero il fatto che sia uno degli ultimi Paesi in Europa in termini di mobilità sociale, a dispetto di studio e merito”.

Quindi i primi passi che a breve potrebbero diventare concreti: "E' fondamentale agire sull'uso del linguaggio, anche burocratico – ha dichiarato la consigliera – spesso, oltre che lesivo, anche inadatto a fotografare la realtà che rappresenta. Penso ad esempio ai bandi per l'assegnazione di case pubbliche o per l'accesso alle scuole, dove si deve indicare il nome della madre e del padre del bambino, e non semplicemente dei genitori o del genitore”. Per questo l'intenzione è di dare consistenza al concetto di "coppie di fatto" chiarendo nei regolamenti comunali che anche famiglie omosessuali hanno diritto a punteggi tanto quelle eterosessuali.

"Sono provvedimenti offensivi delle nostre tradizioni, della nostra cultura e della nostra lingua italiana - critica Pietro Bortoluzzi, consigliere municipale e provinciale di Fratelli d’Italia - oltre che da un lato meramente demagogici e dall'altro volti a tutelare (in modo non equo) qualche micro-interesse di pochi, compromettendo valori ed identità (anche linguistiche, oltre che sociali) appannaggio della stragrande maggioranza dei cittadini. Il rispetto e la libertà di ostentare la cosiddetta "Cultura Lgbtq" non possono offuscare il rispetto e la libertà di mantenere e salvaguardare i tradizionali valori sociali e gli usi linguistici, oltre che burocratici.

Anche per il senatore veneto Antonio De Poli (Udc), la proposta ''sarebbe una decisione insensata e priva di logica''. ''Le parole 'mamma' e 'papà' - dice - sono le più belle. Pensare che discriminino i gay offende non solo chi crede nella famiglia ma francamente chi, pur schierandosi dalla parte dei gay, ritiene la famiglia un valore fondamentale da tutelare. Anche con le parole''. ''Non è così che si tutelano i diritti delle minoranze'', attacca De Poli che risponde così a chi potrebbe attaccarlo di conservatorismo: ''Per noi dell'Udc - spiega - la famiglia è fondata solo sul matrimonio tra uomo e donna. Chi ha una posizione diversa dalla nostra non può permettersi di estirpare la cultura e l'identità della nostra società con la scusa del rispetto nei confronti delle diversità. Così non si tutelano i diritti civili - taglia corto De Poli - si fa solo un regalo a chi vuole allontanare il dialogo e il confronto civile tra chi ha posizioni politiche diverse sulla questione''. ''Auspico - conclude l'esponente Udc - che presto verrà un chiarimento puntuale da parte del sindaco Orsoni che è rimasto non a caso sorpreso da questa iniziativa singolare''.

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