"Le navi da crociera fuori dalla laguna", in città si riaccende il dibattito

Il fuoco alle polveri lo ha dato il neoministro dell'Ambiente Corrado Clini, secondo cui "serve un'infrastruttura off-shore esterna su cui si sta lavorando"

Venezia dice basta al passaggio delle grandi navi da crociera per il bacino di San Marco, e in città si infiamma il dibattito su un problema che da anni non trova una soluzione. A far riaccendere la discussione è il ministro dell'Ambiente Corrado Clini che rilancia la proposta (datata 2004) di un terminal off-shore da realizzare fuori della laguna dove far approdare quelle navi che ormai, lunghe centinaia di metri e alte come palazzi, hanno un impatto asfissiante sulla città, senza contare i possibili danni legati alla spinta dell'acqua sulle fragili rive. Un traffico sempre più intenso; il flusso crocieristico è in continua crescita al Porto di Venezia, dove ormai transitano 1,6 milioni di passeggeri l'anno, il quarto scalo a livello europeo per transiti e il primo 'homeport' (imbarco-sbarco).

Dell'idea di uno scalo off-shore si parla da tempo, ma in concreto solo per le grandi navi container e le petroliere, non per i passeggeri. Anche perché un terminal esterno alla laguna per navi da crociera avrebbe costi molto più alti. "Lo scenario che abbiamo in mente - ha spiegato Clini, profondo conoscitore dei problemi veneziani per aver lavorato a lungo a Marghera - è quello di una infrastruttura esterna alla laguna di Venezia su cui l'Autorità portuale sta lavorando".

Il sindaco Giorgio Orsoni, sulla scia della proposta Clini, prende la palla al balzo: "Potremmo ragionare assieme con l'Autorità portuale per affrontare la fattibilità di una tale ipotesi. Una scelta - ha commentato - che si coniugherebbe molto bene con la progettata piattaforma off-shore che il Porto sta mandando avanti, in accordo con tutte le istituzioni, per il traffico container e petrolifero".

Da parte sua l'Autorità portuale, presieduta dall'ex sindaco ed ex ministro ai Trasporti Paolo Costa, bocciata l'ipotesi di far attraccare le navi da crociera a Marghera (intasata dal traffico commerciale e con fondali inadeguati), sarebbe favorevole invece a un nuovo scalo passeggeri, in laguna, nella cosiddetta cassa di colmata a Fusina oltre la zona industriale.

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