Zaccariotto: "Riformare le Province per costruire la città metropolitana"

La titolare di Ca' Corner: "L'incontro del 26 gennaio a Firenze sarà un passo importante per raggiungere l'obiettivo e per rinnovare l'amministrazione del territorio"

"Ho letto con interesse l’intervento sulla stampa nazionale di due illustri colleghi, i presidenti delle Province di Milano Guido Podestà, e di Torino Antonio Saitta sul futuro delle amministrazioni provinciali. Siamo tutti concordi - ultimamente lo abbiamo detto e scritto più volte in sede Upi nazionale a Roma, e assieme ai colleghi del Veneto - nel respingere al mittente gli attacchi inferti all’ente Provincia. Attacchi populisti e strumentali, dove l’argomento principale per stabilire l’utilità del ruolo della Provincia sul territorio, era quello del costo della politica". La presidente della Provincia Francesca Zaccariotto rispedisce al mittente gli attacchi degli ultimi mesi nei confronti delle Province italiana, ma con unapostilla: "Vero è, come sostengono Milano e Torino, che forse ne sono nate troppe nel recente passato – troppo piccole, prive di quel retroterra storico e culturale che ne conferma l’identità - con conseguente aumento dei costi di gestione. Credo che a fare chiarezza dopo tanti interventi, spesso infarciti di demagogia e propaganda, ha contribuito lo studio curato dall’università Bocconi che ci è stato presentato a Roma lo scorso 6 dicembre, dal quale emerge il dato di 12 miliardi di euro come costo che le Province sostengono per lo svolgimento delle proprie funzioni fondamentali - strade, trasporti, formazione professionale, edilizia scolastica e centri per l’impiego: costi strutturali che, anche eliminando le Province, qualcun altro dovrebbe sostenere".

Il carrozzone costa. Per la titolare di Ca' Corner i rami secchi da tagliare con urgenza sono altri: "Vanno abolite prima le Aato, le finte comunità montane, e la pletora di consorzi e agenzie improduttive che costano molto e danno scarsi benefici ai cittadini; e lo statuto del Veneto approvato ieri può essere una buona base per ripensare le province, per rinnovarle e renderle più efficaci, ammodernando e mantenendo intatto il loro ruolo di collante con i comuni, cerniera fra la Regione e la comunità dei cittadini. Ben venga dunque una riforma, non una cancellazione illegittima e ingrata. Ben venga un laboratorio che sperimenti l’immediato futuro, insieme a Firenze, a Napoli, a Milano e alle altre città metropolitane, e che delinei nuovi confini geografici e normativi. Venezia è pronta, l’appuntamento del prossimo 26 gennaio a Firenze sarà un primo passo importante".

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