Sos degli Usa: "Non viaggiate in Europa". Albergatori in allarme: "Iniziano le disdette"

Richieste di camere diminuite negli ultimi giorni in laguna. Claudio Scarpa, presidente Ava: "Pesanti ripercussioni sul nostro futuro". Intanto controlli rafforzati e bandiere a mezz'asta

Polizia davanti a Ca' Farsetti e bandiere a mezz'asta

L'allarme non è scattato solo sul fronte della sicurezza. Perché tra pochi giorni sarà Pasqua e poi ci saranno anche le celebrazioni per i 500 anni del Ghetto. Giorni "pieni" per forze dell'ordine e amministrazione comunale in fatto di logistica. Si spera che lo siano altrettanto in merito alle presenze turistiche. E' arrivata la primavera e con essa gli albergatori intendono riempire le proprie strutture ricettive in laguna. Il timore, però, è che i recenti attentati di Bruxelles e Parigi possano influire sulle decisioni di chi viaggia. Venezia, del resto, è considerata un obiettivo sensibile (e non a caso mercoledì il numero di forze dell'ordine tra calli e campielli è stato incrementato). Non solo uomini in divisa e in borghese tra piazzale Roma, i dintorni di Ca' Farsetti, il Ghetto e il teatro Goldoni, dove era in programma una importante giornata per il ricordo delle vittime di mafia, ma anche le bandiere dei palazzi della politica a mezz'asta: la sede del Comune, Palazzo Balbi, il consolato belga, pure la questura. A testimoniare che martedì a essere colpita è stata la nostra coscienza di europei.

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I timori, dunque, si spostano sul fronte ricettivo: "Per ora si registrano poche disdette, ma quello che si teme è la diminuzione delle prenotazioni soprattutto da parte dei turisti americani", dichiara Claudio Scarpa, direttore dell’Associazione Veneziana Albergatori, che riunisce 350 hotel a Venezia e in terraferma. "Colpa" in parte di una nota con cui il Dipartimento di Stato americano ha messo in allerta i cittadini per i "potenziali rischi nel viaggiare verso e attraverso l'Europa". Una comunicazione che a quanto pare starebbe avendo effetti negativi e pesanti sulle prenotazioni negli hotel di Venezia. 

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"Ho sentito telefonicamente molti direttori di strutture alberghiere a 4 e 5 stelle e sono tutti preoccupati per il futuro - sottolinea Scarpa - Perché se da una parte è vero che si sono registrate poche disdette in seguito agli attentati in Belgio, dall’altra le richieste di camere d’albergo è diminuita. Inoltre, si deve considerare un elemento molto importante: gli americani sono la prima nazionalità per numero di presenze a Venezia, rappresentano circa il 20% delle presenze e costituiscono il 30% del fatturato per gli hotel di categoria superiore a 4 e 5 stelle. Il fatto che il consiglio di non viaggiare in Europa arrivi dal Dipartimento di Stato americano potrebbe pesare in maniera negativa sul futuro del turismo anche a Venezia". Per vederci chiaro mercoledì pomeriggio, alle 18.30, l’Ava riunirà il proprio Consiglio direttivo nella sede di Palazzo Fontana a Venezia. "Siamo già in contatto con Federalberghi Roma – ha concluso il direttore dell'associazione – vogliamo creare un canale diretto e continuo di confronto e studiare eventuali azioni comuni da avviare".

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