Un vertice in procura dopo la sbandata della grande nave a Venezia

La capitaneria di porto dovrà fornire elementi sull'incidente sfiorato di ieri con una nave di Costa Crociere. La politica locale mobilitata, rinnovati gli appelli al ministro

Foto Ansa

Oggi la procura di Venezia avrebbe ricevuto dalla capitaneria di porto una relazione relativa all'episodio di ieri in cui una nave di Costa crociere ha rischiato di andare a sbattere contro la riva, poco distante da San Marco. Il pm Andrea Petroni aprirà un fascicolo sulla vicenda come atto dovuto - al momento senza ipotesi di reato né indagati. Eventualmente potrebbe essere quella di rischio di naufragio, l'articolo 450 del codice penale. Da chiarire c'è soprattutto il motivo per cui la nave ha lasciato gli ormeggi quando era conclamato il maltempo e il perché non ne sia stata rimandata la partenza di qualche ora per manovrare in sicurezza. Il pm, dice l'Ansa, ha annunciato che una volta letta la relazione provvederà a sentire tutti i soggetti coinvolti: il comandante della nave, il pilota del porto e i capitani dei tre rimorchiatori che hanno evitato il peggio. Da valutare - secondo la procura lagunare - la catena degli ordini, le disposizioni e il rispetto della sicurezza.

Nave in difficoltà

Quello che fino ad ora è noto è che la nave Costa Deliziosa ha lasciato, nel tardo pomeriggio di ieri, l'approdo della marittima per iniziare una crociera quando è sopravvenuto un nubifragio con vento intenso sulla città. Proprio l'effetto "vela" sulle murate della nave, presa di infilata, l'ha portata a scarrocciare verso la riva dei Sette Martiri, mettendo in difficoltà la navigazione dei vaporetti del servizio pubblico e rischiando di collidere con uno yacht ancorato (il personale di bordo è stato costretto ad una fuga repentina). I rimorchiatori che "controllavano" la nave sono però riusciti ad evitare il peggio trattenendo la Costa Deliziosa e rimettendola in assetto. Si tratta del secondo episodio preoccupante legato alle grandi navi nel giro di poche settimane: poco più di un mese fa una nave da crociera fuori controllo era andata a sbattere contro una imbarcazione turistica e contro la banchina a San Basilio.

Dibattito sul futuro delle crociere

Il ministro Danilo Toninelli ha commentato la vicenda: «Ho già disposto una immediata ispezione ministeriale per verificare quanto accaduto - ha scritto su Facebook -. Il terzo rimorchiatore che abbiamo imposto è stato determinante per evitare un incidente. Ma non basta. Dopo 15 anni di nulla, siamo vicini a una soluzione per togliere le grandi navi da San Marco». In realtà la soluzione non sembra così vicina: il ministro ha indicato Chioggia o il Lido come punti in cui trasferire i terminal crocieristici, luoghi in cui i lavori andrebbero fatti da zero, o quasi. Intanto tutta la politica si sta mobilitando. Il senatore Pd Andrea Ferrazzi ha parlato di «disastro evitato per un pelo» e ha ribadito che l'episodio «dimostra in maniera definitiva che le grandi navi non devono più passare nel bacino di San Marco e vanno fermate subito». Su questo il senatore, così come il deputato Nicola Pellicani, sostiene la stessa linea del sindaco Brugnaro: «Il ministro ha smontato la decisione già assunta nel Comitatone del novembre 2017 che vedeva l’accordo del governo e di tutti gli enti locali per una soluzione rapida e strutturale (quella di Marghera, ndr). È stato un grave errore».

Brugnaro: «Siamo arrabbiati. Il ministro venga a parlare con noi»

Il sindaco Luigi Brugnaro ha diffuso una nota: «Le condizioni meteo-marine in cui è accaduto l’episodio di ieri sono state eccezionali e le autorità competenti faranno chiarezza su quanto successo. In primis voglio fare i complimenti a tutto il personale marittimo che, nelle varie situazioni di pericolo, ha affrontato con grande competenza le difficoltà. Per il resto, la responsabilità maggiore di quanto è accaduto ieri e di quello che potrà accadere in futuro è di chi non ha deciso in questi mesi, cioè il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Il tempo dell’attesa è finito. Siamo molto arrabbiati. Il ministro Toninelli venga al più presto a riferire alle istituzioni cittadine gli esiti dell’ennesima ispezione che ha ordinato. Spero sia l’occasione nella quale, finalmente, il ministro si sieda al tavolo con Comune e Regione per ragionare di grandi navi. La soluzione immediata c’è: il percorso dalla bocca di porto di Malamocco, attraverso il Canale dei Petroli, con destinazione Marittima via Canale Vittorio Emanuele per le navi più piccole e destinazione Marghera, canale nord lato nord, per quelle più grandi. Il Vittorio Emanuele si può realizzare in circa un anno, con capitali privati, in attesa di progetti alternativi che necessitano di tempi più lunghi, di almeno 5/10 anni. Soluzione sulla quale anche l’Unesco ha espresso apprezzamento. Caro ministro, quanto ancora dobbiamo aspettare? Quanto ancora sarà sordo alle richieste della comunità internazionale e delle istituzioni cittadine solo per ascoltare i comitati del "no a tutto" e i soliti noti che strumentalizzano da anni la questione impedendo qualsiasi soluzione? Quanti studi costi-benefici e indagini vorrà fare prima di arrivare ad una soluzione? Perché sta ancora tergiversando? Ci sono una città intera e migliaia di lavoratori che meritano rispetto istituzionale e una risposta immediata».

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