Il sistema fa ...... acqua!

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo:

"Venezia, 31 marzo 2018 – La stampa locale è stata pronta a diffondere un video, fatto sicuramente da un operatore dello scalo aereo veneziano, dove sembrerebbe che la sicurezza nell’aeroporto “Marco Polo” di Venezia sia stata compromessa. La causa è stata un passeggero che, utilizzando una delle tante porte allarmate, è riuscito a raggiungere la pista e a tenere in scacco degli operatori aeroportuali. Fino all’arrivo di un Agente della Polizia di Frontiera di Venezia che ha bloccato l’uomo. Ma qui il video si ferma, forse perché la situazione è stata risolta! Era cioè finita quella parte che, grazie ad un sapiente gioco di voci in sottofondo, era apparsa, per chi non ha mai avuto a che fare con la gestione della sicurezza…..“sensazionale”. La domanda che ci siamo posti noi, che nella “sicurezza” ci lavoriamo ogni giorno, è stata: quale tipo di formazione abbiano ricevuto gli operatori aeroportuali, che si sono limitati ad accompagnare l’intruso tra la pista, senza fare nulla per fermarlo, lasciandogli percorrere molti metri? Non si dovevano certo sostituire alle Forze dell’Ordine, ma non dovevano neppure dare l’impressione di impotenza di fronte ad un soggetto che poteva essere semplicemente bloccato in attesa della Polizia, che è arrivata in un tempo sicuramente ragionevole. L’episodio di cui sopra, è avvenuto a termine di un’importante convegno organizzato dall’Agenzia Europea Frontex nella città di Venezia, “Operational Heads of Airports Conference 2018”, dove hanno partecipato molte delegazioni straniere provenienti da vari paesi dell’Unione Europea, che extra U.E.. Tante, transitate sicuramente attraverso lo scalo Aereo Veneziano. Proprio nella circostanza di questo evento, i colleghi della Polizia di Frontiera sono stati chiamati ad un ulteriore sforzo per garantire la sicurezza e la puntualità nei controlli di “frontiera”, attingendo da tutte le risorse possibili, distogliendo il personale da altri servizi. Il personale dell’Ufficio Polizia di Frontiera, Scalo Marittimo ed Aereo di Venezia è, oggi, sicuramente inadeguato a gestire tutti i servizi richiesti, soprattutto in questo momento storico, dove l’allerta sicurezza è massima. E dove non si deve abbassare la guardia ed escludere il verificarsi di “progettualità di natura terroristica”. Il SAP si è sempre battuto con fermezza per questa tematica, e ora sembra imprescindibile che a tutti i livelli, sia locali che nazionali, venga data la giusta attenzione. Gli operatori della Polizia di Frontiera sono costretti ad operare con un numero limitato di forze, gestendo tutte le problematiche di Polizia nell’aeroporto di Tessera e in diversi ed altri uffici nel Porto di Marghera, come Fusina. La società di gestione del “Marco Polo”, con logiche di tipo commerciale, sta progettando l’ampliamento dello scalo e di aumentare il numero di tratte aeree, tant’è che sono state rese operative ben 26 postazioni per gli operatori di Polizia di Frontiera, che per impegnarle tutte dovrebbero sdoppiarsi o triplicarsi. Ora, ultima criticità riscontrata, e sembra confermata, l’installazione di telecamere di video sorveglianza nelle postazioni senza aver effettuato la prevista comunicazione al personale. La verificheremo nei dettagli. Per risolvere le situazioni contingenti, quali il formarsi di file di persone ai varchi partenze ed arrivi Extra Schengen, il personale impegnato nella vigilanza viene dirottato a svolgere funzioni di Polizia di Frontiera, o a tamponare qualsiasi altra criticità che si venga a creare. Senza parlare del problema dei “dublinanti”. La situazione in Aeroporto è talmente complessa che qualunque difficoltà / criticità può essere risolta e gestita solo facendo saltare ogni organizzazione del lavoro prestabilita (ordine di servizio), non essendovi un numero sufficiente di operatori di Polizia che possa svolgere tutti gli incarichi richiesti. E con l’insufficienza di Ufficiali di P.G. quali Capi Turno a gestire la quotidianità. Non si può impiegare il personale con tali modalità, ricorrendo alla giustificazione della “coperta corta”. Non si può certo lavorare sempre in una sorta di emergenza, perché una volta giunto all’esasperazione il personale “SCEGLIE” di andarsene. E i recenti trasferimenti degli Agenti / Assistenti della Polizia di Frontiera (21 in uscita e 5 in entrata), non sono stati dettati solo dalla legittima aspirazione degli stessi di raggiungere la sede più vicina alla propria residenza di origine, ma sicuramente ha influito la situazione non facile in cui lavorano. Il dover essere chiamati costantemente a tappare le falle più grosse, a ricorrere in maniera sistematica allo straordinario per garantire lo svolgimento dei servizi “normali”. Per chi rimane, ricomincerà il lavoro di formare i neo agenti che sicuramente saranno chiamati a sostituire chi è riuscito ad essere trasferito, in attesa che anche questi, a loro volta, se ne vadano in altre sedi. Nella Polizia di Frontiera la professionalità è indispensabile, anche per non venire meno agli obblighi richiesti sia a livello centrale che Europeo, e non si raggiunge certo in pochi giorni di servizio. Anzi. Per non sprofondare completamente (è auspicabile) verranno disposte delle aggregazioni estive, che non risolveranno in alcun modo il problema, ma che si spera, permetteranno ai colleghi della Polizia di Frontiera di beneficiare di un diritto sacrosanto come le ferie estive. La situazione di carenza di personale è altrettanto grave nello scalo portuale, interessato da un consistente aumento nei rintracci di “clandestini” che giungono dalla Grecia, dai traghetti che arrivano in orari notturni, e dall’approssimarsi della stagione estiva, dove, al normale carico di lavoro, si aggiungeranno le navi da crociera, che come noto sono delle autentiche città viaggianti, stante l’elevato numero di persone trasportate. E’ stato raggiunto ogni possibile limite, e la mancata programmazione organica in quello che è il terzo aeroporto d’Italia, potrebbe avere delle conseguenze catastrofiche. Magari la prossima volta che la Polizia è chiamata, potrebbe non raggiungere in tempo l’intruso che è riuscito a raggiungere la pista. Magari “non armato” di buone intenzioni. LA SEGRETERIA PROVINCIALE SAP"

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