"Voleva chiamare il 118 per me, l'ho sgozzata", la difesa pensa a una perizia psichiatrica

Il difensore di Mauro Padoan, che ha ucciso la madre in casa a Marghera, attende l'autopsia di lunedì su Sonia Padoan. Verifiche sulla sua richiesta d'aiuto in ospedale il giorno prima

"Ci sono tanti elementi su cui scavare". L'avvocato di Mauro Padoan, Ernesto La Massa, prefigura una possibile richiesta di perizia psichiatrica sull'insegnante 55enne che mercoledì ha sgozzato l'anziana madre nell'appartamento in cui entrambi vivevano a Marghera, in via Calvi. Il 55enne si era recato in ospedale il giorno prima lamentando alcuni problemi di tipo psicologico (DETTAGLI): "Stiamo accertando cosa sia accaduto in quelle ore - sottolinea il legale - forse potrebbe essere stato aiutato? O ha dissimulato a tutti il proprio malessere?".

"PERSONA AFFRANTA" - Mauro Padoan viene descritto come una persona affranta per il proprio gesto, derivante dal tentativo della madre di aiutarlo dopo essere stato sorpreso a tagliarsi la gola e l'avambraccio nella propria camera da letto. Almeno questo è ciò che ha dichiarato ai poliziotti mentre lo bloccavano e l'ammanettavano. Si tratta di frasi che non potranno essere utilizzate in ottica di un futuro processo, ma che contribuiscono a far luce su quei momenti compresi tra le 9 e le 11 di mercoledì mattina.

LEI VUOLE CHIAMARE IL 118, LUI LA SGOZZA - La vittima, Sonia Padoan, 76 anni, esce per fare la spesa e il figlio Mauro coglie l'occasione per ferirsi con un coltello. Il ritorno dell'anziana evidentemente lo coglie di sorpresa: lei dichiara l'intenzione di chiamare il 118, forse prende anche il telefono in mano. E' a quel punto che l'omicida la sgozza con una lama: la vittima cade a terra in camera da letto. Sarà ritrovata in un lago di sangue. Vicino al corpo un coltello, mentre sul letto ne saranno ritrovati altri 3. Sporchi di sangue ma forse non utilizzati. Lo stabiliranno le analisi di laboratorio. Mauro prende il telefono e chiama la polizia: spiega di aver ucciso la madre. Sta ancora parlando con l'operatore della questura quando i poliziotti entrano e lo ammanettano.

ACCERTAMENTI SUL PASSATO DELLA FAMIGLIA - Non oppone resistenza e viene portato in pronto soccorso, quello stesso reparto del nosocomio mestrino cui si era rivolto 2 volte nelle 24 ore precedenti al delitto e su cui il suo avvocato difensore intende fare chiarezza. Al setaccio anche il passato personale di Padoan, segnato nel profondo dalla morte del fratello, che negli anni scorsi si tolse la vita gettandosi sotto un treno per una delusione amorosa.

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"QUESTIONI GENETICHE?" - Una ipotesi di linea difensiva, tutta ancora da esplorare, è derivante dalla sentenza della Corte d'assise d'appello del 2009 pronunciata a Trieste nei confronti dell'autore di un omicidio in cui entro in gioco la neurologia. In quel caso i periti dimostrarono che la soglia della "vulnerabilità" dell'imputato era più bassa per questioni genetiche. Le storie difficili (e tragiche) dei parenti stretti di Mauro Padoan, assieme a quella del 55enne, potrebbero essere analizzate proprio in questo senso. Ma per capire quale sarà la linea della difesa del presunto assassino servirà attendere l'autopsia sull'anziana madre, prevista per martedì prossimo.

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