"Casa della cultura" o nuovo hotel? Il Comune guarda a San Michele

L'isola del cimitero è sempre piena di turisti danesi, ma la foresteria doveva essere destinata agli studenti stranieri. Che fine hanno fatto i restauri?

Una foresteria per studenti e un centro culturale o un albergo “segreto” per ospitare turisti alle spalle di Ca' Farsetti? Questa la domanda che il Comune di Venezia si pone guardando all'isola di San Michele, sede del cimitero lagunare ma anche, dal 2005, sede del Comitato Pro Venezia Danimarca. Proprio i danesi sono ora sotto controllo: avrebbero dovuto restaurare parte delle strutture e, in cambio, ottenere la gestione di alcuni spazi interni per la creazione di una “Casa della cultura danese”, che ospitasse studenti e portasse avanti diverse iniziative culturali, ma a quanto pare le cose sono andate diversamente.

SE IL CIMITERO DIVENTA UNA "TIMBURTONLAND"

GIOVANI STUDENTI E ANZIANI TURISTI – Ad occupare le stanze della foresteria dovrebbero insomma essere ragazzi di una ventina d'anni, in una sorta di “scambio culturale”, ma le cose non sembrano andare in questo modo. Come riporta infatti il Gazzettino, che ha intervistato alcuni habitué del cimitero e gli stessi operatori Veritas che si occupano dei rifiuti nell'isola, di giovani studenti a San Michele non se ne vede neanche l'ombra. A prendere posto nelle camere del comitato sembrano essere invece turisti di una certa età, che la sera prendono il vaporetto per cenare a Murano e la mattina si vedono fare colazione nei chiostri dell'isola. Inutile chiedere loro di cosa si occupa la “Casa della cultura”: nessuno sembra averne la più pallida idea.

RESTAURI INVISIBILI – Anche per quanto riguarda l'altra parte dell'accordo pare che i danesi non siano stati del tutto sinceri. Secondo quanto deciso dalla precedente amministrazione il comitato avrebbe dovuto restaurare l’area sud-occidentale (ovvero l'ex infermeria), con una spesa di 3 milioni e 400mila euro per risistemare la superficie del monumento architettonico, di 870 metri quadrati. La convenzione trentennale firmata da Ca' Farsetti avrebbe quindi previsto, in cambio dei lavori, la realizzazione della famosa “Casa della cultura danese”. Di interventi sulla facciata esterna, però, neanche l'ombra: ad otto anni dalla firma dell'accordo il frontone dell'edificio versa ancora in condizioni di massimo degrado. Forse qualche intervento di restauro è stato fatto all'interno, nelle camere, ma è difficile a dirsi: oltre la porta della foresteria, tecnicamente, è tutta proprietà privata.

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