Trasportatori medici in sciopero a Mestre: "Trattati ingiustamente"

Contratti full-time a tempo indeterminato che, con i nuovi sub-appalti non permettono di pagare affitto e alimenti, queste le accuse dei sindacati

I lavoratori che trasportano materiale medico negli ospedali di Venezia e Mestre sono scesi in sciopero lunedì mattina con un volantinaggio davanti all’ospedale di Mestre. La protesta vuole proseguire l'analoga iniziativa della scorsa settimana e che sicuramente vedrà degli strascichi nei prossimi giorni. L’agitazione, come racconta una nota del sindacato, è stata dichiarata dalla Filt Cgil di Venezia dopo che da quattro mesi i lavoratori sono stati costretti a passare a un sub appalto della ditta Zanardo per la gestione magazzino e trasporto merci e nutrizionali all'interno dell’Ulss 12 .

LE RAGIONI DELLA PROTESTA - “Le lavoratrici ed i lavoratori – si legge nel comunicato firmato Filt Cgil - precedentemente avevano un contratto di assunzione a tempo indeterminato e full-time. Da quattro mesi vivono con un contratto a tempo determinato con varie proroghe. L'ultima scade ala fine di questo mese. Come se non bastasse, nel corso di questi mesi, i lavoratori sono stati lasciati a casa diverse volte volte perché a – detta dei responsabili - non c'era lavoro. Così si sono ritrovati gli stipendi falcidiati. Nonostante abbiano un contratto full-time, vengono pagati come un part-time. La Filt Cgil, ha provato a chiedere degli incontri con i soggetti interessati al fine di sanare questa inconcepibile situazione per gestire al meglio i rapporti sindacali che vanno a toccare gli appalti della sanità pubblica veneziana. L'ultima richiesta di incontro é stata fatta l'undici giugno. Nulla di fatto. Nemmeno una risposta. Evidentemente i lavoratori di quest'appalto e l’importante servizio che hanno in carico non sono interessanti per chi ha come unico fine il profitto. I lavoratori - prosegue la nota del sindacato - attualmente non hanno nessuna speranza per il futuro, sono disperati, sono pronti perfino a fare un presidio permanente davanti agli ospedali visto che non avranno nemmeno i soldi per pagarsi l'affitto. Alcuni dicono che faranno lo sciopero della fame visto che non avranno i soldi per comprarsi il cibo”.

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TRATTAMENTO INGIUSTO - I lavoratori sono impiegati all'ospedale dell'Angelo a Mestre e al Civile a Venezia e per anni e fino ad oggi hanno trasportato e rifornito con dovizia tutti i reparti della sanità pubblica veneziana dalla penna alla valvola cardiaca, passando anche per il filo di sutura. “Lo sciopero – continua la nota - vuole sottolineare il profondo disagio di questi lavoratori che pur svolgendo un fondamentale servizio di sanità pubblica vengono trattati in maniera ingiusta”. Sarebbe opportuno riflettere su come vengono spesi i danari pubblici in queste esternalizzazioni – dice Marcello Salbitani della Filt Cgil di Venezia. “Esternalizzare per precarizzare? – insiste il sindacalista - Visto che la strada sembra ormai segnata, in fase di appalti, almeno chiediamo che venga inserita la clausola sociale: la certezza un posto di lavoro ed uno stipendio dignitoso. Non chiediamo cose complicate almeno qui che si investano bene i soldi pubblici!”

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