Grandi navi: le soluzioni che vuole il Mit sono solo fuori dalla laguna, come il Duferco

Gli altri progetti sul tavolo: San Leonardo, il terminal a Malamocco, l'offshore a 8 miglia al largo della costa, il progetto della One Works a San Nicolò, l'avamporto galleggiante al Lido, e Chioggia

Foto: grandi navi

Le grandi navi fuori dalla laguna. Lo ha annunciato mercoledì il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, dopo il tavolo con i rappresentanti delle compagnie crocieristiche, in cui sarebbe emersa in merito «unità  di intenti». L'allontanamento delle crociere dal bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca è ormai un fatto assodato, ma dopo l'ultimo Comitatone del 7 novembre 2017, e la soluzione del terminal nell'area della prima zona industriale di Porto Marghera, tutto si è arenato. Con il governo giallo-verde il Mit aveva incaricato l'Autorita’ portuale di approfondire il progetto. Ora, spiega l'onorevole Nicola Pellicani del Partito Democratico, «pare che il ministro dei Trasporti sia intenzionato a valutare solo soluzioni fuori della laguna. Mercoledì il governo si è pronunciato in aula».

Le alternative

Messo da parte il transito dei condomini del mare lungo il canale dei Petroli, sono altre le schede progettuali trasmesse al ministero: Venis Cruise 2.0 della società Duferco, che prevede la realizzazione di un terminal crocieristico alla bocca di porto del Lido, realizzazione del nuovo terminal a San Leonardo, oggi in concessione all'Eni, terminal alla bocca di porto di Malamocco a Santa Maria del Mar, terminal Offshore (Venice Offshore Onshore Port System) a 8 miglia al largo della costa, il progetto della società One Works al Lido, davanti alla spiagge di San Nicolò, l'avamporto galleggiante alla bocca di porto del Lido, il terminal crocieristico a Chioggia, nella zona portuale Saloni.

La scelta

In base all'interpellanza presentata dall'opposizione: «Si chiede di sapere se si è concluso l'approfondimento e quale sia la valutazione dell'Autorita’ Portuale di Venezia sulle proposte inviate, quale sia la valutazione del ministero e del ministro, e se dai progetti presentati emerge una soluzione con le caratteristiche e le connotazioni nautiche e di sicurezza adeguate a ospitare un nuovo terminal crocieristico - cosa che, lascia trapelare Nicola Pellicani del Pd - non si potrebbe dire finora di nessuna delle soluzioni elencate», anche se la Venise Cruise 2.0 della società Duferco ha un progetto dettagliato.

L'interpellanza

«Ogni anno, in particolare da aprile a ottobre, passano davanti a San Marco 600 navi da crociera, ovvero 1.200 transiti di grattacieli galleggianti che oscurano la città. Mercoledì, durante la discussione in aula della mia interpellanza urgente al ministero, abbiamo scoperto dal sottosegretario Carlo Sibilia che sul tavolo sono arrivate 13 ipotesi di localizzazione per un nuovo terminal crocieristico. Si tratta della documentazione che il ministro Danilo Toninelli aveva richiesto all'Autorita’ portuale nel novembre scorso, chiedendo la produzione di schede sintetiche esclusivamente relative alle diverse soluzioni emerse finora per spostare il terminal crocieristico al di fuori della laguna. Ciò significa che la soluzione di Porto Marghera, che l'Autorità portuale su incarico dell'ultimo Comitatone, avrebbe dovuto approfondire, è definitivamente tramontata? Il governo non risponde e come sempre è diviso al suo interno. Da una parte il “partito del fare”, rappresentato dal viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, si è dichiarato favorevole al terminal di Porto Marghera, dall'altra il “partito del non fare” e il ministro Toninelli, che prima si era dimostrato favorevole, per poi cambiare idea, bloccando qualsiasi opera infrastrutturale».

Il governo

«Sul tema delle grandi navi a Venezia il governo condivide pienamente l'esigenza di trovare al più presto una soluzione condivisa che tuteli il patrimonio artistico unico al mondo della città di Venezia - come peraltro indicato dall'Unesco - l'ambiente e i diversi interessi coinvolti - scrive il ministero - . A dicembre 2018 l'Autorita’ portuale ha prodotto un report con 13 ipotesi di localizzazione del nuovo terminal crocieristico. Una di queste ipotesi è attualmente corredata da un vero progetto, anche se solo preliminare - la soluzione De Piccoli-Duferco -. Su tale report il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato un'analisi preliminare di concerto con i tecnici, oltre che con un rappresentante dell'Unesco. Attualmente siamo quindi in fase di approfondimento delle diverse ipotesi, al fine di valutarne la fattibilità in termini di costi - benefici, per individuare una soluzione che coniughi le esigenze di sicurezza, quelle di tutela ambientale e paesaggistica, occupazionale e sociale, tenendo sempre conto della forte attrattività turistica di Venezia e dei conseguenti vantaggi economici e di immagine per la città e l'intera regione».

Reazioni

“L’inquinamento, causato dal passaggio di navi con stazze enormi, provoca danni all’ecosistema veneziano - scrive l'onorevole Silvia Benedetti, Misto Sogno Italia -. Nonostante ciò, da diversi anni non si ottempera al decreto Clini-Passera, che stabilisce tra l’altro il divieto di transito in Bacino San Marco delle navi con più di 40 mila tonnellate di stazza. I cittadini di Venezia e i comitati attendevano una risposta entro fine anno dal ministro Toninelli, che aveva promesso di tornare a Venezia, ma non lo ha fatto. Secondo il sottosegretario Sibilia vi sarebbero 13 progetti sottoposti all’esame, ma nessuna decisione è stata presa. Mi sarebbe piaciuta la stessa solerzia vista per istituire la tassa di ingresso anche a riguardo delle grandi navi. Quella dell’esecutivo è una convivenza che fa emergere le differenze esistenti e che ogni giorno di più è nociva non solo per Venezia, ma per l’intero Paese».

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