Riqualificazione zona stazione: «A piccoli passi verso il cambiamento»

L'assessore De Martin alla discussione in commissione consiliare martedì sostiene l'accordo fra Comune e Rfi. Opposizioni contro le torri e il parcheggio vicino al Piraghetto

Una discussione accesa quella di martedì al Municipo di Mestre sulla riqualificazione della stazione. Il Comune sostiene l'accordo con Rfi che ha modificato la delibera del 2014 e 2015, mentre il Pd e il Movimento 5 Stelle hanno già stilato la lista dei chiarimenti ed emendamenti.

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Visione della città

«Il sindaco Brugnaro ha fatto bene a sospendere la conferenza dei servizi - afferma l'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin - e l'accordo ratificato è nell'interesse della città per l’impatto che avrà sul centro, su via Piave e via Trento. Già qui ci sono alberghi e strutture ricettive, proprio come in altre città, nella stessa zona, sono presenti hotel. È difficile immaginare vicino alla stazione una destinazione residenziale. La politica che ha contraddistinto questa amministrazione è stata una politica dei piccoli passi verso il cambiamento e non è vero, al contrario di quanto alcuni sostengono, che manca una visione d'insieme della città. Basti pensare - dice De Martin - alla sistemazione della stazione ferroviaria di Porto Marghera. Punto intermedio di connessione tra Mestre e Venezia, che alleggerisce la pressione nelle due città, in termini di servizi pubblici e che è collegata all'università. La stessa piastra di collegamento fra Marghera e Mestre è ideata come struttura di riunificazione fra due quartieri urbani».

Il parco

«San Giuliano lo stiamo ristrutturando - aggiunge l'assessore - perché diventi punto d’incontro, e anche lo sviluppo verticale si inserisce in una ottica di risparmio del suolo. Sono opportunità che vengono date all'economia privata, perché attorno a questi fabbricati ci vogliono poi dei servizi. Pensiamo ad alleggerire il traffico urbano anche in via Ulloa, che diventa punto di ampliamento della stazione, quindi una via di sfogo, con un ingresso nuovo. La piastra multifunzione è un altro progetto, all'inizio pensata come una lastra di collegamento, di transito, ma anche di sosta, è una boulevard sopraelevata che collega i quartieri. Si comincia a parlare di passeggiate: un modo di riprogettare periferie, e questo dimostra che abbiamo una visione della città».

L'opposizione

«Siamo contrari allo sviluppo di strutture ricettive - dice Davide Scano dei 5 Stelle -. Il sito interessato è già pesantemente congestionato. Accanto agli ostelli in via Ca’ Marcello se ne affiancheranno altri tre a breve. L’amministrazione attuale ha approvato molteplici cambi di destinazioni d’uso. Senza contare che le strutture alberghiere esistenti hanno risentito molto dell’arrivo dei nuovi ostelli. Gli autobus del trasporto pubblico locale sono costretti a far scendere i passeggeri in mezzo alla strada, mancano aree destinate al car sharing, ai taxi, alla ricarica di auto elettriche. L’accordo legittima la realizzazione di 85 mila metri cubi di volumetrie con funzioni che scaricheranno una ulteriore mole di traffico sulle aree della stazione, già intasate. Per quanto riguarda la piastra di collegamento fra Mestre e Marghera, si parla di reperire fonti di finanziamento adeguate, ma non appaiono chiari gli obiettivi. Ricucire parti della città separate o realizzare una galleria commerciale con decine di negozi?». Sempre sulla destinazione, per il M5S il fatto che più di 13 mila metri quadrati di superficie in via Ulloa andrà a uso commerciale implica «aggiungere altri negozi ai centri che già caratterizzano Mestre e Marghera, come l’Auchan, il Valecenter, la Nave de Vero, il Panorama e altri. Non esattamente un bel modo di riqualificare il territorio».

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