Un Palladio costruttivo per Maschera

Il pilota veneziano, alla prima sulla Suzuki Swift Super 1600, sale sulla pedana di arrivo della classica vicentina, al termine di un'edizione molto insidiosa per il meteo variabile.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo:

"Prima la pioggia e poi la nebbia, dei giorni antecedenti la gara, hanno reso la nona edizione della Ronde del Palladio, andato il scena nel recente weekend in provincia di Vicenza, un palcoscenico non del tutto ideale per testare una nuova vettura. Questo, in poche parole, il filo conduttore della partecipazione di Michele Maschera, tornato alla guida dopo la sfortunata apparizione nel Città di Scorzè dello scorso Agosto. Il portacolori di GDA Communication, a lunga distanza, si ripresentava al volante di una vettura di classe S1600, scegliendo per l'occasione di affidarsi all'esperienza del team Clacson Motorsport, il quale ha messo a disposizione una Suzuki Swift Super 1600. Il pilota di Mira, affiancato dall'inseparabile Stefano Lovisa alle note, si è ritrovato quindi a battagliare, prima di tutto, con le condizioni insidiose di un fondo reso viscido dalle precipitazioni precedenti allo start. La presenza di piedi pesanti, uno su tutti il più volte primo assoluto al Palladio, Dal Ponte, assieme ad altri avversari ostici come Cocco, poi vincitore, andavano a delineare un quadro di non facile interpretazione per il veneziano. Ecco come il quarto posto finale è da considerarsi alla pari di un successo, essendo riuscito a portare al traguardo la trazione anteriore nipponica senza un graffio. “Non è stata per nulla una trasferta semplice per noi” – racconta Maschera – “perchè era da tanto tempo che non salivamo su una vettura di questa tipologia. Esordire con la Suzuki Swift in queste condizioni non è stato facile. Avevamo in classe ossi molto duri, come Dal Ponte e Cocco, ed essendo solamente in quattro sapevamo già alla partenza che non potevamo avere velleità da alta classifica. Non abbiamo effettuato alcun test prima della gara e, quindi, ci siamo trovati a prendere le misure sul primo passaggio di Domenica, quando l'asfalto era molto umido per via della pioggia e della nebbia presente nei giorni precedenti.” Viste le premesse l'imperativo era quello di tagliare il traguardo, in una sfida contro le proprie capacità di adattamento ad una nuova vettura, in condizioni di scarsa aderenza. Dopo un avvio cauto, sulla prima tornata sulla “San Benedetto”, Maschera aumentava il ritmo, grazie anche al progressivo miglioramento del fondo, e migliorava di oltre un secondo al chilometro il proprio parziale, sia nel secondo che nel terzo passaggio. Una classifica ormai congelata gli consigliava di tirare i remi in barca, per gli ultimi chilometri, proiettando le proprie ambizioni ad una stagione 2019 che bussa già alla porta. “Ad essere onesti il percorso di gara non era nelle mie corde” – sottolinea Maschera – “ma, nonostante questo, siamo riusciti a progredire, di passaggio in passaggio, lavorando sull'assetto della Swift. Possiamo dire di essere soddisfatti solo a metà. Ci piacerebbe provarla sull'asfalto asciutto, magari il prossimo anno. Grazie al team Clacson Motorsport, fatto di persone professionali e simpatiche. Grande Francia! Arrivederci alla prossima stagione".

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