Capannone Veritas in fiamme a Fusina: enorme nube di fumo su Porto Marghera

Si è levata poco dopo le 10 di mercoledì, visibile da chilometri di distanza tra Venezia e la terraferma. Intervento in forze dei pompieri. Il Comune di Venezia: "Nessun pericolo"

Foto di sinistra di Marco Scattolon

Decine e decine di segnalazioni in pochi minuti per un'enorme nube di fumo che si è alzata in cielo poco dopo le 10 di mercoledì dall'area industriale di Porto Marghera. Esteso incendio in un capannone che tratta rifiuti ingombranti nello stabilimento Eco-Ricicli Veritas di Fusina. Le operazioni sono ancora in corso e sul posto si sono portati 12 mezzi dei vigili del fuoco: oltre alle autobotti anche il nucleo Nbcr (acronimo di nucleare, biologico, chimico, radiologico), un Dragon aereoportuale e un'autocisterna chilolitrica da Treviso. Analisi in corso da parte degli addetti Arpav, che hanno escluso problemi per i cittadini. L'agenzia ambientale regionale ha attivato il Sistema integrato per il monitoraggio ambientale e la gestione delle emergenze (Simage) per la vicinanza del deposito di carburanti della Decal, che ha attivato la procedura di emergenza. Molta la preoccupazione nella cittadinanza, ma il Comune di Venezia ha dichiarato che non è stata la necessità di mettere in atto comportamenti particolari.

IL GIORNO DOPO: INCENDIO SPENTO, RILIEVI ARPAV A MIRA, AREA SEQUESTRATA

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LE IMMAGINI DEL ROGO DALL'ELICOTTERO DEI POMPIERI - VIDEO

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"NESSUN PERICOLO PER LA POPOLAZIONE" - Il Comune di Venezia alle 12 ha diramato un messaggio in cui si sottolinea che "l'incendio è circoscritto ai rifiuti ingombranti: materassi e legno". Si dichiara poi: "Rilevazioni Arpav: al momento nessun pericolo per la popolazione". Il sindaco di Mira, Alvise Maniero, nei minuti successivi allo scoppio del rogo aveva raccomandato la cittadinanza, "in attesa di maggiori informazioni, di mantenere a scopo cautelativo le finestre chiuse". Nel pomeriggio il vento dovrebbe continuare a spirare da Nord-est con debole intensità (20-30 chilometri orari), in serata potrebbe intensificarsi. Alle 18.23 il Comune di Mira in una nota ha avvisato che il vento stava spirando sul territorio comunale, specie nella zona di Giare. Per questo motivo ha consigliato di chiudere le finestre per il tempo necessario.

L'ENORME NUBE IN CIELO - VIDEO

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LE POSSIBILI CAUSE DEL ROGO - Con il passare delle ore l'allerta si è ridimensionata. Tutto si sarebbe originato dal possibile passaggio, per cause da accertare, di una bomboletta spray nel trituratore, o comunque di materiale incandescente. In quel momento si stavano trattando materassi e legno. A quel punto si sarebbe sprigionata la fiammata che si sarebbe poi allargata al resto della struttura in pochi minuti. Impossibile per il sistema antincendio arginare sul nascere la furia delle fiamme. I danni ammonterebbero a un paio di milioni per un capannone nuovo di zecca, inaugurato a dicembre. "Il rogo non si è allargato alle linee che trattano i materiali derivanti dalle raccolte differenziate", dichiara in una nota Veritas.

LIEVI INTOSSICATI - I sanitari del 118 hanno soccorso almeno 4 addetti che si trovavano nel capannone lievemente intossicati (in totale al lavoro erano una decina). Non sono gravi: nel pomeriggio sono stati tutti dimessi a parte uno, che allontanandosi è scivolato riportando traumi guaribili in qualche giorno. In 3 sono stati trasferiti al pronto soccorso dell'Angelo per gli accertamenti del caso, un altro addetto invece è stato portato all'ospedale di Mirano. Due vigili del fuoco, a causa con ogni probabilità delle alte temperature, hanno richiesto l'aiuto dello staff medico sul posto. Per fortuna nulla di preoccupante. Ma la difficoltà dell'intervento era davanti agli occhi di tutti, tra bombole d'ossigeno e il fumo che all'inizio non permetteva di vedere nulla. Sul posto è intervenuto un apposito punto medico di emergenza predisposto dal Suem: una cinquantina le persone, secondo l'Ulss 3, che sarebbero andate a farsi controllare per precauzione. Sul posto 5 ambulanze del 118, cui si aggiungono altre 6 della Croce Verde.

IL DIRETTORE ARPAV - Dalle prime analisi Arpav sono state escluse ripercussioni per la salute della cittadinanza: "E' stata interessata dal rogo per fortuna una piccola parte di materie plastiche - dichiara il direttore Arpav, ingegnere Loris Tomiato - Stiamo monitorando le centraline di San Giuliano e quella di via Beccaria a Marghera e stiamo raccogliendo i dati. C'è poco vento, dunque i punti di ricaduta non sono lontani. L'incendio è sotto controllo e allo stato non sono ravvisati rischi per la popolazione. All’interno del capannone stavano lavorando dieci persone, che si sono subito messe in condizione di sicurezza. L'intero impianto di Ecoprogetto è stato comunque evacuato per precauzione".

DANNI MOLTO INGENTI - L'intervento nella zona di Fusina all'interno del capannone dello stabilimento di via della Geologia. Si tratta di un deposito di scarti piuttosto esteso. Il rogo si è impadronito dell'intera struttura: "L'impianto è in grado di trattare 28.800 tonnellate di ingombranti all’anno - dichiara Veritas - Permette di recuperare più materiali possibili da questi rifiuti. Divani, materassi, tavoli, letti, scaffali vengono smontati, recuperando le parti riutilizzabili che seguono poi le filiere del riciclaggio. Le parti non riutilizzabili vengono separate e diventano Css, utilizzato per produrre energia elettrica". L'intervento dei pompieri sarà piuttosto lungo. Il capannone ha una superficie di 200 metri circa per 70. L'intera zona è stata evacuata per motivi di sicurezza e per permettere un intervento il più preciso possibile dei pompieri e dei soccorritori.

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