Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Sciopero Metro: «In servizio solo i contratti a termine. Azienda sorda, trattative in pezzi»

I lavoratori storici del cash and carry veneziano hanno incrociato le braccia tutto il giorno. «L'azienda vuole abbassare il premio di produttività, mettendo obiettivi irraggiungibili, aumentando orari e flessibilità. Noi in strada»

 

Un passato travagliato quello delle relazioni industriali alla Metro, un punto vendita di riferimento a Marghera. Oltre 40 anni di attività sul territorio, passando attraverso crisi, l'annuncio di tagli, scioperi e la ripartura di una vertenza fra azienda e lavoro, poco tempo fa, culminata nello sciopero dell'intera giornata di venerdì, proclamato a Venezia sulla scia di quello nazionale. «Soddisfazione per l'alta partecipazione - spiega Andrea Porpiglia della Filcams Cgil Venezia - la società ha fatto proposte irricevibili per 6 mesi, e infine è andato tutto all'aria. L'azienda non può rimanere sorda». Michele Mognato, ex parlamentare, il volto più noto del cash and carry di Marghera, da sempre portatore delle rivendicazioni dei lavoratori, dice: «Non si può andare avanti così. Se oltre a porre obiettivi impossibili da raggiungere, i vertici dicono che dal premio di produttività bisogna anche togliere le spese dell'affitto dell'immobile e altri costi, che senso ha definirlo ancora incentivo? Il negozio oggi è rimasto aperto solo grazie ai lavoratori con contratto a termine, i dipendenti storici sono tutti fuori a sostenere questa battaglia per la dignità».

Potrebbe Interessarti

Torna su
VeneziaToday è in caricamento