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Le opere distrutte dall'Isis in mostra: l'artista al-Kanun porta i suoi lavori restaurati in laguna

Programma di iniziative dal 16 febbraio. Evento realizzato con il Center for the Humanities and Social Change di Ca’ Foscari, l’associazione Nuova Icona e San Servolo servizi

Back to Life in Iraq. Arte, distruzione, rinascita. Venezia ospita un evento dal forte contenuto artistico e simbolico. Grazie al giornalista Emanuele Confortin giunge per la prima volta in Italia il pittore cristiano siriaco Matti al-Kanun, rifugiato iracheno, le cui opere sono state sfregiate dall'Isis: nei suoi dipinti rappresentava soggetti di varia natura, spesso ispirati al Rinascimento italiano, inclusi temi a sfondo religioso. I jihadisti lo hanno costretto a fuggire dalla sua casa a Bartella, cittadina a maggioranza cristiana, e dopo l’inclusione nel Califfato di Abu Bakr al Baghdadi nel 2014, la casa è stata saccheggiata e le opere di Al Kanun deturpate dalla furia iconoclasta degli occupanti. La decisione di “ripararle” ha significato per l’artista un importante atto di reazione e di rinascita dalle ceneri di uno dei conflitti più cruenti dell’era moderna.

Il progetto artistico

Nell’esporle prima all'oratorio San Ludovico, spazio espositivo della associazione Nuova Icona, e poi sull'isola di San Servolo, il Center for the Humanities and Social Change dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Nuova Icona e San Servolo Servizi Metropolitani hanno deciso di collaborare a un progetto che vuole essere molto più di un fatto artistico. Accanto alle opere restaurate (tre nella prima installazione, tra cui una restaurata dagli studenti di Ca’ Foscari, e diciannove a San Servolo) vi saranno infatti le fotografie e un documentario realizzati da Emanuele Confortin in Iraq, al seguito della famiglia Al Kanun.

Storia di un Paese diviso

Ci viene così consegnata una storia eccezionale e al tempo stesso emblematica di un paese antico e multiculturale, oggi devastato e diviso. I tanti risvolti di questa storia saranno esplorati in altri due momenti: l'1 marzo a Ca' Dolfin una conferenza con Salvatore Settis situerà questo episodio nel più ampio fenomeno dell'iconoclastia, mentre il 16 marzo, a San Servolo, vari studiosi, alla presenza del pittore giunto appositamente dall'Iraq per la prima volta in Italia, daranno vita a una giornata di studi in cui si ripercorrerà l'intera storia. Dopo il racconto di Emanuele Confortin verrà illustrato il processo di restauro dei dipinti su cui sono rimaste simboliche cicatrici e si affronteranno temi quali i diritti umani e la questione della minoranza yazidi, la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, l'arte come forma di resistenza alla guerra.

Programma:

Installazione

16 febbraio – 4 marzo

Oratorio San Ludovico

Calle dei Vecchi, Dorsoduro 2552, Venezia

Apertura 15-19 e su appuntamento per le scuole (hsc@unive.it)

In collaborazione con Associazione Culturale Nuova Icona

Inaugurazione 16 febbraio, ore 18

Ingresso libero

Conferenza

1 marzo, ore 17.30

Ca’ Dolfin, Aula Magna S. Trentin

Dorsoduro 3825/D – Venezia

Salvatore Settis, Iconoclastia e politica

Introducono Giuseppe Barbieri e Shaul Bassi

Mostra

16 marzo-7 aprile

Dipinti di Matti al-Kanun

Reportage di Emanuele Confortin

In collaborazione con San Servolo Servizi Metropolitani

orario 9-19

Ingresso libero

Convegno

16 marzo, ore 15

Isola di San Servolo

“Back to Life in Iraq”

Emanuele Confortin, Matti al-Kanun, Abdoul Jabbar Mustafa, Giancarlo Bosetti, Carlotta Sami, Sara

De Vido, Elisabetta Zendri, Vittorio Urbani, Shaul Bassi

Inaugurazione della mostra alle ore 19

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