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Altro schianto fra tir in autostrada e nuove polemiche sulla pericolosità del tratto

È successo verso le 8 di martedì tra Latisana e Portogruaro, direzione Venezia. Quattro feriti, uno grave. La Fondazione Think Tank all'attacco: «Rivedere le priorità nello sviluppo della rete»

Anche oggi un incidente in A4, l'ennesimo nel territorio del Veneto orientale: verso le 8 di martedì il tratto autostradale tra Latisana e Portogruaro, in direzione Venezia, è stato chiuso a causa di un tamponamento fra 3 tir avvenuto al km 461 + 600. Risultano quattro feriti tra cui uno grave, rimasto incastrato nell’abitacolo.

L’incidente è avvenuto nel tratto a tre corsie, in un punto in cui si stavano verificando rallentamenti. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, l’elisoccorso, i sanitari del 118, la polizia stradale, i mezzi di Autovie Venete. I pompieri hanno messo in sicurezza i camion e, con l'utilizzo di cesoie e divaricatori, si sono aperti un varco per liberare l'autista rimasto incastrato. Il conducente è stato poi stabilizzato dal personale medico e trasferito all'ospedale in elicottero. Gli altri tre feriti sono stati assistiti dalle ambulanze. Il traffico in direzione Venezia è stato interrotto per permettere la rimozione dei mezzi e dei loro carichi, oltre che per valutare i danni alla strada. Per la durata delle operazioni è stata istituita l’uscita obbligatoria a Latisana e chiuso lo stesso svincolo in ingresso, direzione Venezia.

Il gran numero di incidenti che avvengono fra San Donà e Portogruaro sta alimentando il dibattito sulla pericolosità di questo tratto: lunedì è stata una delle giornate peggiori, con tre chiusure determinate da altrettanti incidenti, e oggi il problema si ripropone. La Fondazione Think Tank si occupa da tempo di questo tema: «Con una frequenza sempre più preoccupante, lungo l’arteria infrastrutturale si verificano gravi sinistri (spesso mortali), che comportano lunghe code, chiusure dell’autostrada, intasamento della viabilità, ritardi, disagi. E con l’inizio della stagione estiva l’emergenza è destinata a peggiorare». Le soluzioni, per la Fondazione, sono il completamento della terza corsia e il nuovo casello di Bibione: «Alle promesse non sono seguiti i fatti ed oggi il Veneto orientale rimane il territorio più pericoloso di tutto il Nordest, dal punto di vista autostradale».

«Ci chiediamo - conclude il presidente Antonio Ferrarelli - cosa debba ancora succedere perché Autovie Venete cambi il proprio ordine di priorità relativamente ai prossimi interventi da realizzare, perché è ormai evidente che si debba procedere con urgenza al completamento della terza corsia. Per quanto riguarda i caselli, Lisert a parte, la vera urgenza è la realizzazione dello svincolo di Bibione, di cui beneficerebbe anche quello di Portogruaro, frequentemente bloccato nelle vie di adduzione. Pensare ad altri interventi, come il rifacimento dei caselli di San Stino di Livenza e Noventa-San Donà di Piave, significa ignorare le reali emergenze del territorio».

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