Bersani a Mestre per le comunali: «Da Venezia un segnale forte, per il Veneto e per l'Italia»

Il leader nazionale di Articolo Uno a sostegno della «sinistra larga e plurale»

Pier Luigi Bersani in piazza Ferretto

Arriva a sostenere la campagna elettorale della coalizione di centrosinistra, lunedì sera in piazza Ferretto a Mestre, il leader nazionale di Articolo Uno Pier Luigi Bersani. Spezza una lancia a favore del candidato sindaco Pier Paolo Baretta, ed elogia il simbolo della lista Verde Progressista, di cui fanno parte i candidati consiglieri, comunale e regionale, Gianluca Trabucco e Gabriele Scaramuzza, presenti al dibattito. «Sono qui - dice Bersani - per dare una mano a questa idea di una sinistra larga e plurale, non la chiamo "centrosinistra", perché vedo che dove finisce una sinistra allargata non comincia un centro, ma una destra, e le idee moderate finiscono per diventare reazionarie». Bersani dice, «la solidarietà parte dai territori. I principi universalistici - tipici della sinistra, poiché la destra è individualista - si affermano a partire da esigenze locali. Come un asilo: è una necessità che diventa esperimento, si afferma e viene sostenuta dall'idea che tutti possano accedere a un servizio così importante», lo stesso per Bersani si può dire per la salute e il principio della sanità pubblica, o per l'ambiente. Per Bersani, «mettere Venezia, che è per natura, lavoro, cultura e pluralità, in mano alla destra, equivale a farla sparire dai radar». Venezia «non può essere chiusa e provinciale, sarebbe un ossimoro».

Il programma di Pier Paolo, «può realizzarsi e trovare le risorse. Non è cosa da poco», dice Bersani e attacca il blind trust, il sistema cui il sindaco Brugnaro ha affidato la gestione dei suoi beni per non avere conflitti d'interesse per via della sua carica pubblica. «Mi fa ridere - commenta Bersani - Il trust può essere cieco, ma chi prende le decisioni ci vede bene». Dal territorio Bersani passa a riflettere sulle regioni. «I governatori sono presidenti, anche se si fanno chiamare governatori, e una regione non è un popolo. La sua funzione è connettere, riequilibrare - continua Bersani -. È un servizio, non un ponte di comando. Ci vuole - conclude sul risultato elettorale - un segnale forte da Venenezia. Lo dico per voi, si rivolge alla piazza mestrina, popolata ma non affollata, perché abbiate una amministrazione degna di questo nome e come incoraggiamento, per dare un segno di riscossa, più efficace di mille parole, per il Veneto e per l'Italia».

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Cosa succede al corpo se si eliminano i carboidrati?

  • Elezioni comunali Venezia 2020: liste, simboli e candidati

  • Vittoria di Brugnaro, sarà sindaco di Venezia per altri cinque anni

  • Elezioni 2020: Zaia storico sfiora il 77%, la sua civica al 44,63%

  • Sei comuni rinnovano il sindaco e il Consiglio: i risultati

  • Elezioni 2020, a Portogruaro sarà ballottaggio tra Santandrea e Favero

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
VeneziaToday è in caricamento