Martedì, 18 Maggio 2021
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Bosco di Mestre, l'area si allarga con la radura di Franca e le aree umide

Inaugurazione-evento per le due zone che andranno ad arricchire l'oasi veneziana a Favaro costata un milione e 400mila euro: via alla fitodepurazione delle acque in via Forte Cosenz

Inaugurazione al Bosco di Mestre

Il Bosco di Mestre si arricchisce di un altro importante tassello: questa mattina sono stati infatti inaugurate la radura di Franca e le Aree umide per la fitodepurazione delle acque in via Forte Cosenz. Alla cerimonia erano presenti anche Vera Jarach, mamma di Franca, “desaparecida”, appena diciottenne, negli anni Settanta, durante la dittatura militare in Argentina, e quattro classi del quarto anno dell’istituto “Mozzoni” di Mestre, che hanno avviato in questo anno scolastico un percorso di approfondimento su questi tragici eventi.

L’opera oggi inaugurata, finanziata dalla Regione e dal Comune di Venezia, per una spesa complessiva di quasi un milione e 400mila  euro, è suddivisa in tre unità: la zona umida Ottolenghi (in cui è stato rinaturalizzato il canale Cucchiarina con piante erbacee capaci di assorbire e trasformare le sostanze ricche di fosforo e azoto dei fertilizzanti usati in agricoltura), la zona umida forte Cosenz, (in cui sono stati creati due bacini d’acqua alimentati dal Dese, con funzioni di sicurezza idraulica), la radura di Franca, vicino al bosco che porta dal 2006 il suo nome, che è stato pure aperto al pubblico (una grande area, realizzata col materiale di riporto dei due bacini, ricca di verde e attraversata da un percorso ciclopedonale). “Il bosco – ha osservato il presidente della municipalità di Favaro, Ezio Ordigoni – è ormai una delle più belle realtà naturalistiche del Veneto: nostro compito è quello da un lato di preservarlo e dall’altro di poterlo fare vivere e godere ai cittadini, creando, come stiamo facendo percorsi naturalistici, aree di sosta, parcheggi.

“Franca – ha invece raccontato agli studenti Vera Jarach – come tanti altri suoi coetanei scomparsi con lei, aveva in mente un progetto di grandi cambiamenti sociali, per migliorare la nostra esistenza. Anche questo bosco ha in fondo le stesse finalità: quello di creare una città, un ambiente, più bello”. I ragazzi hanno letto alcune poesie dedicate ai “desaparecidos” e lasciato tra i rami degli alberi dei bigliettini coi loro pensieri su queste tragiche vicende.

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