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"Voglia matta" di sposarsi, ma così è costretto a rivelare il suo vero nome: pusher espulso

Nei giorni scorsi un 27enne tunisino è stato rimpatriato dopo essere stato trasferito in un Cie. Aveva raggiunto l'Anagrafe per chiedere informazioni sulle pubblicazioni di matrimonio

Bastavano ancora pochi giorni e la sua vita sarebbe cambiata. Sarebbe riuscito a sposare una ragazza italiana regolarizzando così la sua posizione. Il piano, però, per un 27enne tunisino è saltato nel suo clou. Nel momento in cui il giovane aveva raggiunto l'ufficio anagrafe del Comune per chiedere informazioni su come procedere per le pubblicazioni di matrimonio. A quel punto il 27enne è stato costretto a fornire il suo vero nome, fornendo il tassello fondamentale agli agenti del commissariato di Mestre per incastrarlo. Il cittadino tunisino era infatti sbarcato clandestinamente a Lampedusa nel 2011, per poi stabilirsi in maniera più o meno stabile tra Mestre e Padova.

In più occasioni era stato arrestato per spaccio di droga, ma la sua esatta identità anche per le forze dell'ordine (tra alias e tentativi di sviare eventuali indagini) era sconosciuta. Fino alla decisione di sposare una veneziana. Una volta uscito dal carcere dopo l'ennesimo arresto, il nordafricano ha trovato ad attenderlo gli agenti del commissariato di Mestre e i colleghi dell'ufficio Immigrazione della questura. Il 27enne è stato trasferito in un Cie e, nei giorni scorsi, espulso in maniera coattiva verso la Tunisia una volta concluse le pratiche amministrative.

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