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Remo Rapino ha vinto il Premio Campiello 2020

Nella splendida cornice di Piazza San Marco si è tenuta la finale dell'ambito premio letterario veneziano. Ha fatto gli onori di casa la giornalista Cristina Parodi, già membro, in passato, della giuria dei letterati

La premiazione di Remo Rapino

Piazza San Marco ha fatto da cornice, questa sera, alla finale del 58. Premio Campiello vinto da Remo Rapino con Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio. È stato un debutto «fuori da palazzo per il premio, - come aveva commentato questa mattina in conferenza stampa il presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro - un abbraccio e un omaggio a Venezia», oltre che un'occasione per condividere con la cittadinanza il valore che il premio ha per Venezia, oltre che per l'Italia intera. A fare gli onori di casa, in quello che è stato anche per lei un debutto, la giornalista Cristina Parodi, già parte qualche anno fa della giuria dei letterati. Hanno assistito invece alla serata un parterre di circa 1400 invitati tra ospiti istituzionali, rappresentanti del mondo imprenditoriale, della cultura e delle case editrici.

Il vincitore è stato proclamato grazie ai voti dei componenti della Giuria dei Trecento lettori anonimi, che con le loro preferenze hanno fatto pendere l'ago della bilancia verso lo scrittore abruzzese. La cinquina finalista era stata selezionata tra oltre 200 opere nei mesi scorsi dalla Giuria dei Letterati, presieduta dal giornalista e storico Paolo Mieli. In seconda posizione questa sera si è piazzato Sandro Frizziero con “Sommersione” (Fazi Editore), mentre il gradino più basso del podio è andato ad Ade Zeno con “L’incanto del pesce luna” (Bollati Boringhieri). Medaglia di legno per Francesco Guccini con “Trallumescuro. Ballata per un paese al tramonto” (Scrittori Giunti), ha chiuso la cinquina Patrizia Cavalli con “Con passi giapponesi” (Einaudi).

Chi è Remo Rapino

Remo Rapino, 69 annim è stato insegnante di filosofia nei licei. Vive a Lanciano. Ha pubblicato i racconti Esercizi di ribellione (Carabba 2012) e alcune raccolte di poesia, tra cui La profezia di Kavafis (Moby-dick 2003) e Le biciclette alle case di ringhiera (Tabula Fati 2017).

Il live della serata

Non è stata solo serata di grande letteratura: la piazza è stata infatti pervasa dallo spettacolo ideato dal regista, sceneggiatore e autore televisivo Massimo Martelli, che ha avuto come filo conduttore proprio il concetto di piazza, fisica e virtuale. Protagonisti assoluti della serata sono stati comunque i cinque finalisti di questa edizione del Campiello, con i quali Cristina Parodi ha dialogato, seguendo in diretta lo spoglio delle schede della giuria dei Trecento lettori anonimi.

I 5 romanzi finalisti

  • Patrizia Cavalli con Con passi giapponesi (Einaudi)
  • Sandro Frizziero con Sommersione (Fazi Editore)
  • Francesco Guccini con Trallumescuro. Ballata per un paese al tramonto (Scrittori Giunti)
  • Remo Rapino con Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio (minimum fax)
  • Ade Zeno con L’incanto del pesce luna (Bollati Boringhieri)

Nel corso della serata è stata premiata anche anche Michela Panichi, vincitrice del Campiello Giovanni 2020 con il racconto Meduse. È stata l'occasione, per la giovane, di ritirare il premio, dopo che già nel corso della mattinata le era stato annunciato che la sua opera era stata scelta tra quella dei 5 giovani arrivati alla fase finale. Panichi, 19enne di Napoli, aveva commentato commossa l'importante riconoscimento: «Ringrazio tutti, specie chi ha disegnato e realizzato la copertina del mio libro. Adesso spero che questo riconoscimento non sia un traguardo, ma un nuovo inizio».

Premio alla carriera per Alessandro Baricco

È stata anche la serata di Alessandro Baricco, a cui la Fondazione Il Campiello e Confindustria Veneto hanno deciso di assegnare un riconoscimento alla carriera. «Alessandro Baricco è uno degli scrittori più amati dai lettori in Italia e non solo - aveva commentato Carraro - Fin dagli esordi ha ottenuto grande successo con "Castelli di rabbia", suo primo romanzo e Premio Selezione Campiello nel 1991, "Oceano mare" e "Seta"; e le successive, numerose opere, hanno continuato a riscuotere il costante favore del pubblico. Il suo profilo è anche quello di un intellettuale instancabile e versatile. Una figura di intellettuale a tutto tondo a cui la Fondazione Il Campiello ha voluto attribuire questo riconoscimento alla carriera».

I finalisti del Premio Campiello si raccontano a Veneziatoday

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