Brugnaro riconfermato sindaco di Venezia: «I cittadini hanno scelto il partito del fare»

Ha ottenuto quasi il 55% delle preferenze, battendo Baretta e affermandosi al primo turno. Una vittoria in particolare per la sua lista personale, al 31,67%: il sindaco ha parlato di un «progetto civico e libero»

Un lungo applauso ha accolto Luigi Brugnaro al suo ingresso al "punto fucsia" nel centro di Mestre: il sindaco di Venezia si è presentato poco prima delle 18, ormai certo della vittoria che lo ha riconfermato alla guida della città per il secondo mandato, stavolta ottenuta al primo turno. Nelle votazioni del 20 e 21 settembre 2020 ha ottenuto una percentuale di voti del 54,14%, alla guida di una coalizione composta dalla sua lista personale e da Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega, e civica Le Città. «Sono emozionato - ha detto -. Questa città ha riconosciuto se stessa. Si conferma una strada a guida civica e vince la nostra proposta, che è a favore di un'azione: vince il partito del fare, della concretezza. Governeremo per tutti i cittadini e ci apriremo all'opposizione, se sarà in grado di fare proposte alternative e fattibili». Brugnaro ha anche citato l'avversario Pier Paolo Baretta: «Lo ringrazio perché ha fatto una campagna elettorale con toni civili e mi ha chiamato per complimentarsi».

Progetto civico tendente a destra

Per il sindaco è «un risultato storico» aver vinto in tutte le municipalità, tranne una (Venezia-Murano-Burano). «Abbiamo sconfitto il partito della paura, quelli che dicono che il termovalorizzatore uccide la gente», ha aggiunto, facendo riferimento in particolare a Marghera. «Noi vogliamo continuare a migliorare la città e stavolta abbiamo un'alleanza più solida. Venezia è più libera, più democratica e più forte». Forte si è rivelata soprattutto la lista personale di Brugnaro, che ha ottenuto il 31,67%: «È stata scelta la nostra proposta civica. Siamo liberi, anche se abbiamo scelto un'alleanza con la destra perché si contrappone a questo tipo di governo nazionale». È chiaro che, come successo in regione con Zaia, anche a Venezia ha vinto un progetto personale e, tutto sommato, slegato dai partiti: Brugnaro si è imposto nei primi cinque anni di amministrazione come uomo "d'azione" e di grande forza comunicativa, ha guadagnato consenso e i risultati lo hanno dimostrato. Basta osservare i dati all'interno della coalizione: la lista fucsia è di gran lunga la più forte, con il 31,67% equivalente a 66.750 voti, mentre l'alleata Lega non ha sfondato e si è fermata al 12,37%; percentuale bassina per Fratelli d'Italia (6,56%), decisamente deludente quella di Forza Italia (2,72%). Notevole la progressione di Brugnaro rispetto alle precedenti elezioni del 2015, quando al primo turno prese circa il 28% dei voti, ben al di sotto dello sfidante Casson, riuscendo però a rimontare al ballottaggio e a vincere con poco più del 53%. «Allora la mia fu una candidatura di protesta contro una situazione politica imbarazzante - ha detto Brugnaro - Stavolta è un passo in più: la città ha preso coscienza e ha votato dei candidati di grande spessore civico e sociale».

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Il lavoro e il porto

Sulle priorità della sua linea di governo Brugnaro ha parlato di «rilancio della città e del lavoro, di pari passo con la sicurezza. A Marghera servono le bonifiche, bisogna far ripartire il porto. Sul porto siamo preoccupati, speriamo che il governo riesca ad accettare almeno il confronto e gli emendamenti che abbiamo fatto, perché ci hanno estromesso dalla gestione delle acque della laguna. Noi chiediamo di gestire la laguna, i canali, il Mose. La città ha deciso cosa bisogna fare: dobbiamo dare una prospettiva di lavoro. Sul tema della sicurezza saremo pesanti: non solo con la polizia locale, vogliamo un presidio forte sulla zona della stazione, su Mestre e Marghera».

Sindaco al primo turno

Il risultato definitivo delle elezioni amministrative ha decretato una maggioranza assoluta, quindi non ci sarà bisogno del turno di ballottaggio. L'avversario principale, Pier Paolo Baretta, sostenuto dal centrosinistra, si è fermato sotto il 30% delle preferenze (29,27%). Seguono Marco Gasparinetti con la lista Terra e Acqua 2020 (4,06%), Sara Visman del Movimento 5 stelle (3,91%), Stefano Zecchi del Partito dei Veneti (3,52%), Giovanni Andrea Martini di Tutta la città insieme (3,49%), Alessandro Busetto del Partito comunista dei lavoratori (0,65%), Marco Sitran della civica omonima (0,49%) e Mautizio Callegari, di Italia giovane solidale (0,46%). Brugnaro è al suo secondo mandato consecutivo dopo essere stato eletto sindaco di Venezia una prima volta nel 2015. Il risultato era sembrato inizialmente in bilico (gli exit poll davano Brugnaro tra il 49,5 e il 53,5%) ma alla fine sono stati confermati i sondaggi dei mesi scorsi, che davano il sindaco ampiamente sopra il 50%.

Il centrosinistra

Un primo commento degli avversari ai risultati è arrivato dal segretario comunale del Partito democratico Giorgio Dodi, il quale ha evidenziato che «il Pd è comunque il secondo partito più votato in città» e, «con 3.200 voti in più del 2015 (+2,37%), è di fatto il primo partito nella città storica raggiungendo il 31,84% di voti nelle elezioni della municipalità di Venezia Murano Burano». E questo nonostante le difficoltà dovute alla pandemia Covid e le forze messe in campo da Brugnaro, che a detta di Dodi ha potuto contare su «montagne di soldi», una «posizione privilegiata di sindaco uscente» e «del traino del successo elettorale di Zaia in Regione». Ora «con questa squadra nuova e con Pier Paolo Baretta, il Partito democratico deve iniziare a costruire l'alternativa, con un progetto per il 2025 che parta subito, evitando gli errori e le trappole del 2015, i cui effetti negativi hanno purtroppo condizionato per lungo tempo il partito e, più in generale, il campo del centrosinistra».

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