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Fiaccolata in via Piave a Mestre col Patriarca: "Illuminiamo il degrado"

Verso le 20 di sabato decine di persone sono partite da Mestre per poi "sbucare" a Marghera e concludere il corteo alla chiesa di Sant'Antonio. Lo slogan: "Beati gli operatori di pace"

Nei luoghi dello spaccio. Della prostituzione. Duecento lumini gialli e rossi hanno illuminato per una volta alcune zone di Mestre e di Marghera che negli ultimi anni spesso sono rimasti nell'ombra. Dove è fiorito il malaffare. Verso le 20 di sabato, in testa il patriarca Francesco Moraglia, decine di fedeli sono partiti dalla chiesa di via Piave per poi arrivare fino alla stazione e imboccare il sottopasso per sbucare a Marghera, dove la processione si è conclusa alla chiesa di Sant'Antonio.

Per alcune ore i pusher sono rimasti alla larga dai giardini pubblici vicino a piazzale Baisnizza. I cittadini si sono "ripresi" degli spazi che dovrebbero tornare a essere loro. I lumini hanno rappresentato le molte associazioni di volontariato che si prodigano per il territorio o per chi, complice la crisi economica, è finito a vivere in strada. Trascinato in giri illegali. Soprattutto immigrati.  

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