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La Casa dei Tre Oci va al gruppo Berggruen Institute

Diventerà la prima sede europea dell'istituto, fondato dal filantropo e miliardario americano Nicolas Berggruen. Ospiterà meeting e simposi internazionali, mostre e attività culturali

La Fondazione di Venezia ha firmato il contratto preliminare di vendita della Casa dei Tre Oci, sull’isola della Giudecca, con il gruppo Berggruen Institute, fondato e presieduto dal filantropo americano Nicolas Berggruen. L'operazione, come precisato dalla Fondazione in una nota datata 23 febbraio 2021, è finalizzata ad un progetto «di  levatura  culturale  internazionale»: l’accordo infatti prevede che la struttura ospiti la  prima  sede  europea  del  Berggruen Institute, dedicata all’organizzazione di simposi, workshop e convegni.

L’immobile, inoltre, sarà destinato all’organizzazione di mostre legate alla fotografia, all’arte e all’architettura, anche in cooperazione con enti internazionali quali il Museum Berggruen, la Tate, il J. Paul Getty Trust, il MOMA, il LACMA, l’Asia Society, la Fondation Beyeler. In base all'accordo, la Fondazione potrà utilizzare gli spazi della Casa dei Tre Oci per altri due anni. «Con questo atto - sottolinea il presidente della  Fondazione, Michele Bugliesi - confermiamo la ferma  determinazione a preservare il valore e il ruolo culturalmente strategico di questa dimora unica al mondo. Affidiamo la Casa dei Tre Oci a una istituzione prestigiosa e a una persona di grande spessore».

Fondato nel 2010 con l’obiettivo di sviluppare idee per ridare slancio ad istituzioni politiche e sociali, il Berggruen Institute opera a oggi a Los Angeles presso il Campus di UCLA e a Pechino presso Peking University, coinvolgendo scienziati e grandi personalità della cultura, del pensiero e della politica «per sviluppare e promuovere risposte a lungo termine in relazione alle grandi sfide del XXI secolo». Co-fondatore e presidente dell'istituto è il filantropo e miliardario americano Nicolas Berggruen, nato a Parigi nel 1961, il quale, tra l’altro, ha fondato il Museum Berggruen a Berlino e il 21st Century Council for the Future of Europe.

A favore dell'operazione si è espressa Italia Viva Venezia: «L'edificio, fin qui usato soprattutto per mostre di fotografia, continuerà a essere una sede espositiva, spazio per convegni e simposi», si legge in una nota. Secondo Italia Viva, la vendita permette di «evitare l’ennesima destinazione ad uso alberghiero di uno degli immobili più caratteristici della città storica» e «l’operazione chiude in modo positivo una situazione» che, però, «denota l’incapacità delle diverse istituzioni cittadine di mantenere gli immobili di pregio». Critico il consigliere Giovanni Andrea Martini, secondo il quale «ancora una volta la logica del profitto prevale sull'interesse comune». «Le alternative potevano esserci - prosegue - ossia dare in gestione la Casa dei Tre Oci senza venderla. La questione della privatizzazione dei luoghi della cultura non è solo economica: è civica e sociale al contempo, e ha ripercussioni importanti sul mondo del lavoro e sulla vivibilità di un'area».

Un'altra novità riguarda la composizione della Fondazione, che nel Consiglio generale ha accolto Michela Coletto su nomina del sindaco Luigi Brugnaro. Michela Coletto è responsabile degli affari istituzionali territoriali del Triveneto e referente nazionale per le attività di efficienza energetica di un grosso gruppo energetico italiano. Laureata in Ingegneria elettronica, è anche componente del Consiglio della Camera di commercio Venezia Rovigo e amministratrice delegata di Hydrogen Park a Porto Marghera. La durata dell’incarico è di quattro anni e la comunicazione è stata inviata al presidente Bugliesi. «Voglio ringraziare Paolo Costa - ha commentato Brugnaro - per l'impegno e la passione con cui ha svolto l'incarico. Gli ho chiesto di continuare ad assistermi con la sua professionalità ed esperienza nell’ambito dei progetti e delle idee per il futuro della città metropolitana».

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