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Foto: Ca' Farsetti, archivio

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Comunali, Diccap chiede telelavoro e smart working: l'ispettorato valuta l'esposto

Il sindacato: «L'amministrazione è inadempiente. Nulla si è mosso sul fronte della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro»

La segnalazione del sindacato dei lavoratori comunali Diccap porta sul tavolo dell'ispettorato della Funzione Pubblica i «ritardi e le mancanze nell’applicazione del telelavoro e di altre forme flessibili di prestazione lavorativa. L’amministrazione comunale di Venezia e? inadempiente rispetto agli obblighi imposti dalla legge, dove si stabilisce che gli enti pubblici debbano garantire ad almeno il 10% del personale dipendente di avvalersi di forme flessibili di prestazione lavorativa entro agosto 2018».

Le richieste

«Il Comune negli ultimi anni è stato in controtendenza - scrive Luca Lombardo coordinatore Diccap Veneto - nonostante l’aumento di richieste da parte del personale dipendente, mostrando un’involuzione della cultura organizzativa e gestionale. Abbiamo lavorato un anno e mezzo per arrivare a sottoscrivere un nuovo decentrato integrativo in cui, tra le altre cose, chiedevamo la revisione dell’attuale regolamento in tema di telelavoro, ma ancora nulla si muove sul fronte della promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro».

Inadempienza

«Che questa giunta sia inadempiente rispetto agli impegni che il Consiglio comunale stesso le ha affidato – ad esempio con la mozione in cui si attribuisce mandato di valorizzare lo strumento del telelavoro, disponendo la revisione del regolamento che lo disciplina – e? sicuramente una questione aperta. Al di la? delle volonta? politiche esiste una norma di legge che le pubbliche amministrazioni devono applicare, per questo abbiamo inviato una segnalazione all'Ispettorato per la Funzione Pubblica che ha poi chiesto all'amministrazione comunale di rendere conto della situazione. Ma non abbiamo ottenuto risposta. Quindi abbiamo attivato nuovamente il dipartimento della Funzione Pubblica alla presidenza del Consiglio dei ministri».

Il riscontro

«Sui “ritardi e inadempienze nello stato di attuazione dell'istituto dello smart working e lavoro agile e sulle iniziative di supporto alla genitorialità" - scrive l'ispettorato richiamando Diccap - si richiamano: la direttiva del 2017 della presidenza del Consiglio dei ministri, e linee guida finalizzate a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti. Le pubbliche amministrazioni "nei limiti delle risorse di bilancio disponibili, senza nuovi o maggiori oneri, adottano misure organizzative per l'attuazione del telelavoro e per la sperimentazione che permettano, entro tre anni, ad almeno il 10 per cento dei dipendenti, di avvalersi di tali modalità al fine di conciliare i tempi di vita e di lavoro dei dipendenti. Per quanto precede, si pone a valutazione l'allegato esposto, per l'eventuale diretto riscontro».

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