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Giovedì, 11 Agosto 2022
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Male la gestione dei rifiuti, Veritas replica: "Dati fuorvianti, qui 30 milioni di turisti l'anno"

Confcommercio ravvisa forti divari di costo tra stesse categorie economiche in regioni diverse. ;a la società che gestisce lo smaltimento in laguna difende il proprio operato: "Qualità del servizio alta"

La Tari continua a salire, nonostante ci sia una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti. Un onere importante, come specificato da Confcommercio, "pesante e spesso ingiustificato, se si considerano le iniquità, che lo caratterizzano per le imprese del territorio". Dai dati raccolti nel nuovo portale www.osservatoriotasselocali.it, si conferma la continua crescita e i forti divari di costo tra medesime categorie economiche, a parità di condizioni, fra regione e regione. Nel Veneto le categorie legate alla somministrazione alimentare sono quelle più penalizzate, con costi superiori alla media nazionale: ristoranti e simili pagano 1,18 euro per metro quadro; le mense 3,07, i bar 1,61; ortofrutta e pescherie 5,11 euro per metro quadro.

La situazione nel Veneziano

Nella provincia di Venezia questi costi sono ulteriormente aggravati e oscillano tra i 5,01 e gli 11,44 euro per metro quadrato. I costi della Tari nel Veneziano risultano maggiori della media regionale per quasi tutte le tipologie economiche. Esistono degli indicatori che determinano il costo ottimale del servizio di gestione dei rifiuti, calcolato in condizioni di efficienza: secondo tali parametri, il 62% dei comuni capoluogo di provincia registra una spesa superiore rispetto ai propri fabbisogni e Venezia si classifica al secondo posto (+66,67%) tra le città meno virtuose, preceduta solo da Asti e al pari di Potenza.

Veritas: "Venezia caso particolare"

Per Veritas, la società che gestisce lo smaltimento dei rifiuti in provincia, si tratta di dati fuorvianti ed errati: "Non è possibile paragonare Venezia, dove ogni anno passano circa 30 milioni di turisti, alle altre città. Chiunque conosca un minimo Venezia sa che la raccolta dei rifiuti viene effettuata interamente a mano e su acqua: ovvio che il numero degli addetti sia molto superiore a quello di altre città. Il presidente veneto di Confcommercio dimentica poi che Venezia, con una percentuale del 65,2, è stata dichiarata da Ispra la prima Città metropolitana italiana per raccolta differenziata, raggiungendo quindi in anticipo l’obiettivo fissato dall’Unione europea. Inoltre non è la percentuale di raccolta differenziata il parametro più significativo per valutare i costi, bensì l’intensità, il livello e la qualità del servizio che a Venezia, e in più genere in tutto il territorio metropolitano, devono essere in grado di gestire un elevato numero di turisti in un ambiente unico".

Oneri del turismo giornaliero

"Dai dati emersi - commenta invece Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Metropolitana di Venezia - risulta evidente come sia urgente una profonda revisione dell’intero sistema, capace di superare definitivamente la logica dei coefficienti presuntivi di produzione in favore di  un sistema che rispetti il principio europeo 'chi inquina paga' e che preveda specifiche agevolazioni per le attività stagionali, nonché per le aree scoperte operative. Sui costi di Venezia, nello specifico, incidono in maniera rilevanti gli oneri del turismo giornaliero, che lascia rifiuti di prodotti acquistati non in città. È fondamentale inoltre introdurre misure che leghino, in maniera vincolante, la determinazione dei costi del servizio a parametri di efficienza ed a criteri volti a garantire un’equa ripartizione tra la componente domestica e quella non domestica, nonchè tra parte fissa e parte variabile".

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