Idrovia «opera incompiuta»: una mozione per il suo completamento

Approvata alla Camera, impegna il governo a finire "l'autostrada dell’acqua" sempre di più importante per la sicurezza idraulica di un ampio territorio tra Padova e Venezia

Idrovia Padova Venezia

Idrovia Padova-Venezia: approvata alla Camera la mozione per il completamento dell'opera, con 420 voti favorevoli e due astensioni, denominata Caon-Pellicani (dai nomi dei deputati Roberto Caon e Nicola Pellicani) che comprende tutte le altre mozioni presentate dai singoli gruppi parlamentari in una unica. «Il testo base è quello proposto dal Partito Democratico - scrive Pellicani - L'idrovia è un'opera rimasta incompiuta dal 1985, i cui lavori sono iniziati cinquant'anni fa e mai terminati».

L'autostrada sull'acqua

Con la mozione il governo si impegna al completamento dell'opera: un’autostrada dell’acqua che si rivela sempre di più importante per la messa in sicurezza di un ampio territorio. La zona è quella dei bacini del Brenta e del Bacchiglione e include le città di Padova, Vicenza, e la parte occidentale della laguna veneta. «Bisogna passare rapidamente alla progettazione definitiva per trasformarla in un canale scolmatore destinato a far fronte all'emergenza idraulica, ovvero alle alluvioni che stanno diventando sempre più frequenti. L'avanzamento progettuale consentirà di approfondire l'impatto del canale scolmatore sulla laguna in vista dell'entrata in funzione del Mose», spiega Pellicani.

I canali

Per la Lega, «la Regione ha ridato slancio al progetto nell'ambito delle opere di difesa idraulica attraverso una serie di interventi per la realizzazione di bacini di laminazione per i fiumi Brenta e Bacchiglione, essenziali sia all'idrovia che alla maggiore messa in sicurezza del territorio». «Il Veneto ha proceduto a inserire l'idrovia sia nella pianificazione delle opere idrauliche (il famoso piano D'Alpaos) che nel piano trasporti - ha commentato l'assessore regionale all'Ambiente Gianpaolo Bottacin -  Ha approvato con 1,3 milioni di euro il progetto preliminare, chiedendo ripetutamente il finanziamento dell'opera allo Stato. Si tratta infatti di un progetto del valore di oltre mezzo miliardo di euro che la Regione non può certo autofinanziare. Se avessimo i 15 miliardi di euro l’anno di residuo fiscale - aggiunge - l'opera sarebbe immediatamente realizzata». «C'è voluta una maggioranza di centrosinistra per porre la questione all'attenzione della Camera», replica Pellicani. Il governo dovrà destinare risorse al risanamento idrogeologico e alla messa in sicurezza del territorio e dei bacini coinvolti, attraverso interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei canali.

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Il piano per i fondi

«Migliaia i veneti attendono gli interventi volti a garantire la messa in sicurezza di territori, contro le alluvioni e le conseguenze derivate anche dell'aumento progressivo del consumo di suolo, come conferma l'ultimo rapporto Ispra di qualche giorno fa - ricorda l'onorevole veneziano del Pd - . L'avanzamento dell'opera consentirà di affrontare l'ipotesi di concludere il canale navigabile facendo ricorso a finanziamenti europei. «Con queste premesse sarà possibile inserire un progetto per Venezia all'interno del piano che il governo presenterà in Europea per ottenere i finanziamenti del Recovery Fund».

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