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Lunedì, 29 Novembre 2021
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L'imprenditore Palasgo alla manifestazione No Green Pass: «Io farò disobbedienza civile»

L'ex presidente di Apindustria Venezia era presente al corteo di venerdì: «Le proteste pacifiche servono ma per vincere occorre una nuova Norimberga». Domenica 17 ottobre prevista un'altra iniziativa in Campo San Pantalon degli "Studenti contro il green pass"

«Ci vuole una nuova Norimberga». Ne è convinto Ivan Palasgo, imprenditore, in passato già presidente della Confapi Venezia oltre che membro della Giunta Nazionale della stessa, che venerdì era presente alla manifestazione "No Green Pass", organizzata a Mestre, e che ha visto la partecipazione di 7-8mila persone.

Da libero cittadino ha voluto presenziare all'evento per dire il suo secco no ad una misura che definisce "un diktat globale del capitalismo farmaceutico". Spiega Palasgo: «Siamo arrivati ad un ricatto vero e proprio e purtroppo, devo dire, non c'è più coscienza sociale. Ai miei tempi, quando da ragazzino anche io ero attivista e occupavo le università o parlavamo con i lavoratori di Marghera, mai sarebbe passata una cosa così discriminante come il Green Pass. Ai miei tempi almeno c'era una coscienza politica. Oggi hanno indebolito tutto e tutti, soprattutto i giovani che in buona parte sono rammolliti dalla televisione e da modelli sbagliati da seguire. La gente non ha memoria, il popolo veneto non ha memoria. Se non ci liberiamo di questi modelli societari non vedo salvezza».

Per l'imprenditore le responsabilità del governo sono evidenti: «In qualsiasi altro Paese un ministro come quello della Salute, Speranza, dopo quanto accaduto si sarebbe già dimesso. Sono morte migliaia di persone. Occorre un processo tipo Norimberga: chi ha sbagliato deve prendersi la sua responsabilità». Anche la via d'uscita per lui resta, provocatoriamente, una sola: «L'unico modo per uscire da tutto questo è che ognuno di noi prenda coscienza di quanto sta accadendo e non si pieghi. Io personalmente farò resistenza individuale e disobbedienza civile. Purtroppo - conclude - rispetto a loro, ai padroni del mondialismo, noi non abbiamo molto tempo. Per cui anche le manifestazioni: va bene se sono pacifiche e va bene se portano ad una coscienza civile ma servono fino a un certo punto anche perchè si rischia di vedere i copioni dello Stato degli anni Sessanta-Settanta. Per questo occorrono prese di coscienza individuali». Tra i presenti molti altri imprenditori come Roberto Agirmo "free vax" che manifesta anche la sua volontà di sostenere i portuali di Trieste: «La loro resistenza potrebbe essere la svolta».

Intanto domenica 17 ottobre continuano le manifestazioni a Venezia: in Campo San Pantalon fino alle 18.30 gli "Studenti contro il green pass" si riuniranno ancora una volta per spiegare le ragioni del loro no.

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