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Confcommercio: «Situazione paradossale, il Veneto zona gialla senza gli aiuti per quelle rosse»

Il blocco quasi totale dei viaggi e delle trasferte penalizza non solo Venezia, ma tutta la provincia. «Servono indennizzi veri e immediati per le attività»

Gli effetti del blocco parziale delle attività «sono devastanti», non solo a Venezia ma anche in tutta la terraferma: per Mestre, per gli alberghi e ristoranti della Riviera del Brenta e del Terraglio, per gli itinerari storici e ambientalistici del Polesine. La situazione è riepilogata da Elio Dazzo, vicepresidente vicario e delegato per il turismo di Confcommercio metropolitana: «È assurdo - dice - pensare che solo perché la nostra regione non è in zona rossa allora pubblici esercizi, attività ricettive e persino attività culturali e d’intrattenimento non soffrano il blocco totale dei viaggi transfrontalieri, delle trasferte di lavoro, della convegnistica e del fatto che tutte queste attività non riprenderanno, se andrà bene, prima di fine 2021».

Dazzo è «poco convinto anche dell'efficacia dei tardivi aiuti promessi con il decreto dedicato proprio alle città d'arte». «Non si possono centellinare nel tempo i decreti, attendere i rinvii di lungo periodo delle scadenze fiscali ormai sempre meno onorabili. Queste misure di sopravvivenza servivano già mesi fa. Se il mondo si ferma non solo Venezia chiude, ma buona parte del Veneto». Di qui la richiesta di Confcommercio: «Servono veri indennizzi, altro che ristori, immediati e per tutti gli operatori del settore, senza distinzione di località».

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Veneto ancora in zona arancione, Confcommercio: «Siamo sconcertati»

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