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Barison, Federmoda CNA: «Una follia non far ripartire tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature»

Il segretario metropolitano di Federmoda CNA di Venezia precisa: «Indispensabile poter tornare al più presto a lavorare e produrre»

«Una follia non far ripartire le filiere del tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature. Significa condannare alla chiusura moltissime imprese!».

La protesta

A parlare in questo modo, con comprensibile preoccupazione, il segretario metropolitano di Federmoda CNA di Venezia Michele Barison. «Tra le attività autorizzate a riaprire dal 14 aprile» commenta ancora il rappresentante degli artigiani veneziani del settore «il Governo ha colpevolmente dimenticato una delle punte di diamante del “made in Italy” . Le aziende che operano nella manifattura della moda italiana, e i tanti negozi del tessile e abbigliamento, non sono evidentemente considerati tra le filiere strategiche per la ripresa. Eppure si tratta di un comparto che contribuisce a fare grande la nostra economia. Di un sistema di piccole e medie imprese artigiane che - anche nel territorio veneziano - creano ricchezza, occupazione, valore, esportazioni». «Gli imprenditori del settore moda sono pienamente consapevoli della necessità di conciliare la ripresa delle attività economiche col massimo rispetto delle misure di prevenzione del contagio» conclude Barison. «A tal fine sono pronti a rispettare rigorosamente le condizioni di sicurezza previste dal Protocollo tra Governo e Parti sociali del 14 marzo. Ma è indispensabile per loro poter tornare al più presto a lavorare e produrre. L'alternativa, come detto, è perdere irreparabilmente una fetta importante dell'economia e del nostro "saper fare"».

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