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Eni spiega i piani di transizione energetica ai territori. A Venezia resta lo stato di agitazione

L'incontro di ieri fra la società e i sindacati nazionali e territoriali che attendono nei prossimi giorni una convocazione al ministero dello Sviluppo

La transizione energetica al centro dell'incontro ieri fra Eni e le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, in cui la società ha ripercorso la strategia di Versalis per la chimica. L'11 marzo scorso Eni ha annunciato la chiusura del cracking di Porto Marghera, a partire dal 2022, e il completo abbattimento delle emissioni da processi industriali e prodotti.

Versalis realizzerà la sua trasformazione facendo leva sulle sue competenze, i centri di ricerca e gli asset del proprio sistema produttivo per continuare a sviluppare tecnologie innovative e importanti iniziative industriali finalizzate alla specializzazione e diversificazione del portafoglio della chimica. Questo avverrà puntando su prodotti che consentano una crescente partecipazione in mercati a più alta profittabilità. La società accelererà inoltre lo sviluppo della chimica legata all’economia circolare puntando su prodotti da riciclo meccanico di alta qualità, tecnologie di riciclo chimico delle plastiche miste e impiego di materie prime da fonti rinnovabili.

I sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, territoriali e nazionali, hanno ripetuto che la transizione non può essere preceduta dalla fermata dell'impianto veneziano e che va portata a compimento la chimica verde, ormai presentata tra i progetti di rinnovameto della società dal 2014. Per le sigle il cracking non va dismesso per evitare che il Paese esca da una produzione ancora strategica, con conseguenze sull'occupazione per il quadrilatero padano (Venezia, Ferrara, Mantova e Ravenna). È attesa dalle organizzazioni per i prossimi giorni una convocazione al Mise (ministero dello Sviluppo). Versalis ha tenuto a evidenziare che ogni progetto sarà realizzato nel rispetto degli equilibri occupazionali e delle filiere produttive collegate. In particolare, a Porto Marghera, Versalis realizzerà iniziative industriali sostenibili nell’ambito di un più ampio piano di Eni per la transizione energetica sul territorio. La tempistica di implementazione sarà oggetto di costante confronto con le parti sociali.

«Lo stop alle attività dell’impianto di cracking di Porto Marghera deve andare di pari passo con le garanzie sul futuro occupazionale dei lavoratori, diretti e indiretti. Nessuno è pregiudizialmente contrario al cambio di strategia, anche se appena due anni fa venne confermata la centralità del cracking con un investimento da 168 milioni, però vogliamo capire a quali condizioni», scrivono i consiglieri del Partito Democratico Francesca Zottis e Jonatan Montanariello, all’indomani dell’annuncio del governo di un tavolo interministeriale su Porto Marghera.

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