Economia

Gondolieri in trincea: «Gli affari non migliorano». Il Comune ha teso una mano

Balbi, associazione gondolieri: «Oggi servirebbe anche quel turismo mordi e fuggi che fino al 2019 si cercava di limitare»

Piazza San Marco e le gondole, vista panoramica dal campanile

La ripresa c'è ma non è per tutti e subito. I gondolieri a Venezia restano in trincea. «Finora sta andando malino, pochi turisti dall’estero, i guadagni sono al livello di gennaio», ha detto Andrea Balbi, presidente dell’associazione gondolieri, intervenuto a "Cosa succede in città" su Radio Cusano Campus. A San Marco una settimana fa erano ancora relativamente pochi i turisti a spasso in piazza, nei locali, nei negozi, e ancora diverse le porte chiuse e le saracinesche abbassate degli esercizi pubblici in centro storico. Mancano i visitatori "tipici", gli extraeuropei, americani, giapponesi che ora ricominciano ad arrivare a stagione inoltrata. Sabato scorso è atterrato all'aeroporto Marco Polo di Venezia il primo volo di Delta da New York: una notizia attesa.

«Le città d’arte continuano a fare molta fatica - continua Balbi -. Stanno arrivando visitatori dai confini vicini all’Italia, qualche austriaco, qualche francese, ma sono pochi. «Nei prossimi giorni arriveranno altri voli dagli Emirati Arabi, speriamo di riprenderci un po'. I guadagni sono ai livelli invernali che è il periodo più difficile per la città. Speriamo che col Green Pass riusciremo a salvare la parte finale della stagione estiva, credo però che anche questo sarà un altro anno di passaggio, si ricomincerà a lavorare a pieno regime dal prossimo. Oggi ci servirebbe anche quel turismo mordi e fuggi che fino al 2019 si cercava di limitare».

Il Comune con una manovra economica che vale in tutto 19 milioni di euro e sta in questi giorni illustrando in commissione consiliare Bilancio, ha inserito un finanziamento che prevede per il 2020 e 2021 una riduzione degli importi a titolo di Cosap (imposta sugli spazi pubblici) per gli stazi delle gondole, per un valore pari al 75% del dovuto. L'ammontare del provvedimento in questione è per l'amministrazione di 600 mila euro.

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