Lunedì, 17 Maggio 2021
Economia

Coca Cola, il gruppo dice «No» alla maturazione ratei e all'integrazione della cig

Nel settore alimentare altre aziende hanno accolto queste istanze con accordi sindacali in fase di emergenza. Flai Cgil sul piede di guerra

Gruppo Coca Cola, foto archivio

La cassa integrazione in emergenza coronavirus ha interessato anche gran parte dei circa 200 dipendenti dell’area commerciale nordest del canale Horeca (pubblici esercizi e ristorazione), di cui fa parte anche la provincia di Venezia, che non possono svolgere l'attività lavorativa. Sono inclusi gli addetti alla vendita della Coca Cola. 

Integrazione economica

A fronte della richiesta sindacale e della rsu di prevedere l’integrazione economica dell’indennità di cassa integrazione, a carico dell’azienda, e la maturazione dei ratei contrattuali (tredicesima, quattordicesima, tfr, ferie e permessi), l’azienda ha negato questa possibilità. Nel settore alimentare diverse aziende di grandi dimensioni hanno invece accolto queste istanze grazie ad accordi sindacali.

Rinnovo contrattuale

La Coca Cola, vincitrice per il quinto anno consecutivo dell’ambito top Employers Italia (il premio per le politiche messe in atto nel campo delle risorse umane) pavenata peraltro tagli al personale per il prossimo futuro. Flai Cgil ed rsu sono sul piede di guerra, «pronte a mettere in campo tutte le azioni per contrastare la posizione aziendale, a partire dalla mobilitazione per il rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare».

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