Il suicidio di Ivano Polita per i troppi crediti: "E' un omicidio legalizzato"

Il presidente della Confartigianato di San Donà Ildebrando Lava attacca: "Bisogna agire sul sistema bancario". Confcommercio Veneto: "Urgente un tavolo tra istituzioni e operatori del settore"

Il caso di Ivano Polita, l'artigiano 60enne che si è tolto la vita nella sua ditta a Noventa di Piave a causa dei problemi di liquidità, continua ad animare il dibattito tra istituzioni e associazioni del mondo del lavoro sulla situazione in cui versano i piccoli imprenditori veneti. Polita, infatti, non si è suicidato per i debiti, ma per i crediti. I clienti, in soldoni, non pagavano.

 

"OMICIDI LEGALIZZATI" - "Questi drammi sono omicidi legalizzati - attacca in una lettera aperta il presidente di Confartigianato di San Donà Ildebrando Lava - bisogna agire sul sistema bancario affinché apra i cordoni della borsa a favore di famiglie e imprese". Secondo il leader degli artigiani del Sandonatese sarebbe auspicabile una legge che garantisca pagamenti in tempi certi e l'introduzione immediata di norme urbanistiche rivolte alla sostenibilità ambientale che possano fin da subito fornire ossigeno al settore edile. La missiva è stata inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio Mario Monti, al presidente del Veneto Luca Zaia e alla presidente della Provincia Francesca Zaccariotto.

LINEA DI CREDITO GARANTITA - Anche Confcommercio Veneto ha deciso di intervenire, inviando un'altra lettera al governatore Luca Zaia e alle banche affinché sia garantita una speciale linea di credito per le situazioni dove i debiti in reatà sono fortemente garantiti dai crediti, come nel caso di Ivano Polita, con la Regione e i consorzi fidi delle associazioni a far da garanti per le banche.

NUMERO VERDE DI AIUTO - Il presidente di Confcommercio Veneto, Massimo Zanon, chiede che venga convocato nel più breve tempo possibile un tavolo che veda coinvolti la Regione, gli istituti bancari e le associazioni di categoria per istituire un numero verde al quale gli imprenditori possano rivolgersi, o potenziare quelli già esistenti attraverso una serrata campagna informativa.

 

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"PERICOLO USURA" - "Riteniamo - scrive Confcommercio Veneto - che queste azioni, oltre ad altri interventi che possono essere individuati dal confronto con i diversi attori coinvolti, possano dare un segnale concreto di attenzione per ridare fiducia e prevenire soluzioni o comportamenti estremi quali il suicidio, ma anche il ricorso a forme illegali di accesso al credito che portano a un aumento del gravissimo fenomeno dell'usura e delle infiltrazioni mafiose nel nostro tessuto economico e sociale".

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