Giornata nazionale dell'Archeologia, del Patrimonio Artistico e del Restauro

  • Dove
    Sedi varie
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 07/12/2014 al 07/12/2014
    orari vari
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Tutte le cinque sedi del Polo Museale Veneziano si fanno parte attiva, il prossimo 7 dicembre, della prima Giornata nazionale dell’Archeologia, del Patrimonio Artistico e del Restauro promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Giornata speciale (ad ingresso gratuito), quindi, alle Gallerie dell’Accademia, Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro, Museo d’Arte Orientale, Palazzo Grimani e Museo Archeologico.
Per il Museo di Palazzo Grimani e per il Museo Archeologico le proposte riguardano una serie di visite accompagnate (fino ad esaurimento dei posti disponibili). All’Archeologico, alle ore 10.30 e 12.00 saranno presentati i materiali della cultura dei Veneti antichi conservati nei depositi e alle 14.30 e 16.00 i recenti restauri di capolavori dalle collezioni storiche del museo. Archeologia e nuove tecnologie: un connubio ormai imprescindibile. Ingresso da Piazzetta San Marco 17 (prenotazioni al numero 041 2967663 o sspsae-ve.archeologico@beniculturali.it).
Al Grimani saranno visibili due luoghi a piano terra generalmente non visitabili, un antico magazzino della dimora e la scala ovata palladiana. Al piano superiore, all’interno della mostra Hiroshige verranno presentate preziose opere dai depositi del Museo d’Arte Orientale.
A sua volta il Museo d’Arte Orientale propone due visite guidate a tema, riservate all’approfondimento sul chado, la via del te in Giappone. La prima delle due visite, alle 11, è improntata su Lo Zen e Cha no no yu, la seconda, alle 15, su I bronzi giapponesi per la cerimonia del te. Queste visite vanno prenotate al numero verde 800662477 o artsystem@artsystem.it
Ancor più articolata l’offerta al pubblico negli altri due grandi musei del Polo.
Alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro si festeggia l’incontro con Tiziano. Si tratta del busto neoclassico che lo scultore padovano Rinaldo Rinaldi ha dedicato al grande bellunese. L’opera, a lungo conservata nei depositi, è ora collocata in posizione d’onore nel portego del secondo piano, a dialogare idealmente con la Giustizia, opera giovanile del Vecellio, affresco staccato del grande ciclo che il cadorino e Giorgione avevano realizzato per il Fontego dei Tedeschi. E soprattutto si accoglie l’uscita dai depositi di un interessante dipinto, Madonna col Bambino in trono tra le sante Caterina d'Alessandria e Barbara, copia antica da Memling, in stretta relazione con l’originale ora al Metropolitan Museum di New York, che sarà provvisoriamente esposta così da mostrare i primi risultati delle indagini diagnostiche effettuate.
Ma non vi è dubbio che il vero fulcro della Giornata saranno le Gallerie dell’Accademia dove il 7 dicembre si potrà ammirare nei nuovi spazi espositivi al pian terreno una “Anticipazione” di quanto offriranno, oltre ai tesori che già propongono, quando sarà completo l’allestimento delle Grandi Gallerie dell’Accademia.
Ad essere esposte saranno 10 importanti opere tutte provenienti dai depositi, sei già restaurate in vista del futuro allestimento, una presentata in corso di restauro e altre quattro esposte nel loro stato attuale, in attesa di essere presto affidate alle cure dei restauratori.
“Si tratta di opere volutamente molto diverse per periodo e stile, afferma la Soprintendente del Polo Museale Giovanna Damiani, scelte a rappresentare la ricchezza e la ampiezza dei tesori ancora confinati nei nostri depositi, tesori che troveranno presto giusta collocazione nelle Grandi Gallerie dell’Accademia”.
Una di esse è un dichiarato omaggio ai temi dell’Expo. Si tratta di una preziosa e raffinatissima Natura morta con calici fiamminga del primo Seicento, cui si accompagna il capolavoro di un grande del “genere”, ovvero Evaristo Baschenis, qui presente con una grande Natura morta con strumenti musicali un tempo nella biblioteca benedettina di San Giorgio Maggiore.
Oltre alle due meravigliose nature morte, “Anticipazioni” svela anche la pala del Tiepolo dedicata alla Madonna in gloria con i santi Giorgio e Romualdo, appena uscita dalle cure dei restauratori. Sempre per continuare il viaggio tra le opere restaurate, si passa al momento neoclassico, con il Ritratto di Leopoldo Cicognara, nobile forlivese che fu protettore e amico di Canova e presidente dell’Accademia, opera del pittore bolognese Ludovico Lipparini, e di due capolavori di Francesco Hayez, una intensa rappresentazione di Solone e lo splendido Autoritratto ovale, eseguito “nell’età di 88 anni”.
L’opera presentata in corso di restauro è il Ritratto di nobildonna di Girolamo Forabosco, pittore veneto del Seicento, giustamente celebre per la maestria nell’arte del ritratto. In mostra prima del restauro sono invece ben tre dipinti di Nicolas Régnier, una Giuditta e Oloferne, rappresentativo della fase caravaggesca del pittore nordico, un Angelo Annunciante e una Annunciata, capolavori di straordinario fascino, e un’opera di Pietro Longhi, dal soggetto inusuale per il pittore, il Pitagora filosofo.
“Questa mostra, annota Giovanna Damiani, anticipa, attraverso alcuni exempla, ciò che sveleranno le Grandi Gallerie dell’Accademia. Dall’altro testimonia l’attività di restauro che vede costantemente impegnata la Soprintendenza al Polo Museale. Ricordo il recente recupero del telero del ciclo di Sant’Orsola del Carpaccio assieme all’Istituto Centrale per il Restauro di Roma, ma si tratta solo di uno dei tanti esempi di un lavoro scientifico e di conservazione di altissima professionalità grazie al quale i nostri restauratori garantiscono non solo la salute delle opere esposte ma anche, gradualmente, ridanno vita a quelle che, per carenza di spazi, continuano ad essere conservate nei nostri depositi”. Un intento di valorizzare il patrimonio che ci vede impegnati in prima linea e che richiede costanti investimenti. Proprio per questo si darà vita, nei prossimi mesi, a mirate campagne di sensibilizzazione per raccogliere i fondi necessari a tale attività, con l’imprescindibile contributo di donatori e amanti della cultura, oggi stimolate anche dall’introduzione delle norme cosiddette “Art Bonus”.

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