Il palinsesto digitale dei teatri del Nordest nel primo weekend della fase 2

  • Dove
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 08/05/2020 al 10/05/2020
    Orario non disponibile
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni
    Sito web
    teatrostabileveneto.it

Per il settimo fine settimana la torunée digitale dei teatri del Nordest continua a proporre spettacoli in streaming su you tube. Da venerdì 8 a domenica 10 maggio i Teatri Stabili del Veneto, di Bolzano e del Friuli Venezia Giulia e il Teatro Sloveno di Trieste propongono al pubblico a casa una selezione dei loro maggiori allestimenti come I vicini di Fausto Paravidino, Le baruffe chiozzotte diretto da Paolo Valerio, Lo zio Vanja nella lettura inedita e cinematografica di Ivica Buljan e I Turcs tal Friul di Pasolini per la regia di Elio de Capitani.
 

  • Venerdì 8 maggio, I Vicini del Teatro Stabile di Bolzano

Lo spettacolo, scritto da Fausto Paravidino, diretto e interpretato dallo stesso autore, affiancato in scena da Iris Fusetti, Davide Lorino, Monica Samassa e Sara Putignano è incentrato sulle paure, immaginarie e reali, di tutti gli uomini. In un’atmosfera rarefatta e sospesa, due giovani coppie si incontrano e si scontrano tra le mura domestiche. Casa, famiglia, coppia, intrecciate nelle tensioni della realtà quotidiana, sono i temi attorno ai quali si dipana la commedia umana firmata dal giovane e allo stesso tempo straordinariamente maturo Paravidino. Il regista, con la sua vena inesauribile di autore raffinato e interprete sensibile, riesce a far ridere e piangere di noi stessi in un rito liberatorio che riporta al senso originario del teatro stesso.

  • Sabato 9 maggio, Le baruffe chiozzotte del Teatro Stabile del Veneto

Produzione delllo Stabile del Veneto per la regia di Paolo Valerio che lo scorso dicembre ha calcato le scene del Mossovet di Mosca. L’ultimo capolavoro di Carlo Goldoni che racconta le schermaglie amorose di un gruppo di pescatori di Chioggia e delle loro donne, è uno spettacolo corale, popolato da personaggi irresistibili: uomini e donne innocenti e rudi, esemplari imperfetti di un’umanità straordinaria. Un affresco di grande leggerezza e irresistibile divertimento, anche se in filigrana si intravede la malinconia per il tempo che fugge. Le donne hanno una sola urgenza: quella di maritarsi. I loro uomini sono pescatori, e presto o tardi il mare li chiamerà a sé. Nelle sue Baruffe, Goldoni riesce in ciò che sa fare meglio: scavare nell’ essenza dell’essere umano, portando alla luce ogni sua imperfezione, per poterla esaminare, comprendere e, forse, superare.

  • Domenica 10 maggio, Lo zio Vanja del Teatro Stabile Sloveno e  I Turcs tal Friul dello Stabile del FVG

Si parte alle ore 18.00 con una lettura inedita e cinematografica de Lo zio Vanja, un grande classico della letteratura russa proposto dal Teatro Stabile Sloveno di Trieste. Il dramma psicologico che in un turbine di sentimenti non corrisposti e desideri inappagati travolge gli abitanti di una tenuta della campagna russa viene riletto alla luce di ritmi, rapporti e modalità del XXI secolo, con in più la particolarità di una scenografia che invita gli spettatori a entrare nell’arena insieme agli attori per vivere lo spettacolo a brevissima distanza e da prospettive diverse.

Si prosegue alle 20.00 con I Turcs tal Friul di Pier Paolo Pasolini in uno degli allestimenti storici de Il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia coprodotto con Teatridithalia e la Biennale di Venezia, dove ha debuttato nel 1996, per la regia di Elio de Capitani con Lucilla Morlacchi e le musiche di Giovanna Marini. L’opera ritrovata nel 1976 dopo la morte dello scrittore e composta a Casarsa, nella casa materna, probabilmente nel 1944, s’ispira a un reale evento storico, la devastante invasione dei Turchi in Friuli nel 1499 e ad una leggenda che vuole che Casarsa fosse sfiorata dai turchi e risparmiata, nascosta da una nube di polvere alzatasi per intervento miracoloso. L’atto unico è connotato dall’attesa e dalla paura, le emozioni archetipiche permeano il testo in cui riecheggia sul piano simbolico, l’inquietudine per la seconda guerra mondiale, con le sue minacce.

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