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Radicamento criminale in Veneto orientale, occhi puntati su Caorle. Il question time di Pellicani

Il deputato veneziano, membro della commissione Affari costituzionali, ha interrogato il ministro Lamorgese sulle azioni per il contrasto alle mafie sul litorale. Dal 2019 sequestrati beni per 31 milioni di euro e confiscati averi per 11

Solo il timore che altre organizzazioni criminali, dopo l'arresto del clan dei Casalesi, cerchino d'incardinarsi in Veneto orientale è motivo per alzare la guardia. Oggi, giovedì 8 aprile, in commissione Affari costituzionali, nel corso del question time alla Camera sull'Antimafia a Caorle, il deputato veneziano del Partito Democratico Nicola Pellicani, membro della commissione Antimafia, ha interrogato il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese sulle azioni da intraprendere per intensificare il contrasto alle mafie e al radicamento della criminalità lungo il litorale Veneto.

I fatti

«Si stanno facendo strada nuovi protagonisti - scrive il deputato - Prova ne è l'ispezione in Veneto orientale, della direzione investigativa antimafia, (Dda) ai cantieri della terza corsia dell'A4, tra San Stino e Latisana, con lo scopo di verificare le condizioni di sicurezza dei lavoratori e la regolarità dei subappalti. Le infrastrutture sono uno dei fronti preferiti dalla malavita per infiltrarsi. L'inchiesta "At Last", del febbraio 2019, grazie ai numerosi arresti nel territorio di Eraclea, aveva messo in luce la presenza e il radicamento della criminalità, in particolare del clan dei Casalesi. Sono emersi collegamenti con la malavita organizzata di Caorle e il rapporto tra Donadio e Claudio Casella, ex carabiniere dei Ros al centro dell'inchiesta Aemilia. Iniziano a diventare sempre più reali figure imprenditoriali che hanno fatto più di un affare con Casella, affiancati da un gruppo di professionisti pronti a firmare ristrutturazioni e nuove costruzioni in un territorio che pare non aver subito i colpi della crisi - scrive il deputato - Ciò è la prova che nel Veneto le mafie non si manifestano in modo violento, ma sono un fenomeno soprattutto economico, radicate nella società e che trovano terreno fertile in quell'area grigia fatta di professionisti, consulenti, imprenditori». 

I dati ministeriali

Dal 2019 a oggi in Veneto sono stati sequestrati beni per un valore di 31 milioni di euro a cui si somma quello dei beni confiscati pari a quasi 11 milioni di euro. In merito alle forze di polizia, l'Arma in provincia di Venezia è presente con 795 unità, la Finanza con 1.085 militari e la Polizia di Stato con 1.319 agenti e nel 2020 la questura ha avuto 22 unità in più. Sugli esiti dell'accesso ai cantieri dell'autostrada A4 la Dda farà ulteriori approfondimenti.

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