Opposizioni in ordine sparso, ma d'accordo su un punto: "Il palasport ai Pili non s'ha da fare"

Per il Pd il palazzetto potrebbe essere costruito a Tessera, mentre i Cinque Stelle puntano sul PalaExpo o sulle aree ex Syndial. Richiesta unanime: "Trasparenza e città informata"

Tutti d'accordo sulla necessità di un nuovo palasport per Venezia, tutti d'accordo anche sul fatto che lì, nella zona dei Pili, non s'ha da fare. Le opposizioni non hanno mancato di far sentire la propria voce durante il Consiglio comunale straordinario di lunedì pomeriggio a Mestre, chiesto proprio dalla minoranza, per far luce sul progetto di costruire una struttura sportiva da oltre quindicimila posti a due passi dal ponte della Libertà.

"Disse che lì non avrebbe fatto nulla"

Anzi, c'è chi, come Monica Sambo del Partito Democratico, non solo ha deciso di far sentire la propria voce sul tema, ma ha voluto anche far ascoltare quella del sindaco Brugnaro: "Per quanto mi riguarda in quei terreni non farò nulla finché sarò sindaco", è stato fatto riecheggiare nell'aula consiliare. Erano le parole del titolare di Ca' Farsetti in campagna elettorale: "Ora non è più così", ha sottolineato l'esponente Dem. Alla fine dell'assemblea, però, tutti meno Pd, Lista Casson e la pentastellata Elena La Rocca, hanno firmato un documento con cui comunque si fornisce il nulla osta alla società Porta di Venezia di presentare il proprio progetto, dopodiché si vedrà.

Brugnaro: "Il tempo per il Taliercio sta scadendo, non ci sono conflitti d'interesse"

L'audio fatto sentire all'aula da Monica Sambo

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Casson: "Con le bonifiche proprietari tenuti a intervenire"

Ma se un palasport è necessario, dove costruirlo? Sul punto i gruppi consiliari d'opposizione si sono presentati in ordine sparso: "Chiediamo trasparenza - ha sottolineato il senatore Felice Casson - Se ci sono degli inquinamenti la società proprietaria è tenuta ad intervenire. Vogliamo sapere dall'amministrazione comunale in che situazione siamo. La vocazione industriale di Porto Marghera deve essere difesa e ci risulta che nell'area dei Pili, in quanto verde attrezzato, non possano essere previste strutture commerciali, residenziali o diportistiche private".

Il sindaco finito il suo discorso se ne va e lascia la coppa della Reyer - VIDEO

Pellicani: "Quadrante di Tessera o il Comune espropri i Pili"

Contestato da alcuni esponenti dei Panthers, tifosi organizzati della Reyer, l'intervento dell'esponente Dem, Nicola Pellicani: "Nel quadrante di Tessera è previsto il nuovo stadio e un parco divertimenti a tema - ha dichiarato - è lì che bisogna costruire il nuovo palasport, perché la zona dei Pili è molto inquinata. Voglio introdurre un tema, non si è mai visto nella storia della Repubblica un sindaco che voglia fare anche lo sviluppatore immobiliare della città". I Panthers, tra il pubblico, hanno commentato ironicamente: "E con che schei lo costruiamo?". L'altra alternativa proposta da Pellicani è che "il Comune espropri l'area dei Pili pagando i 5 milioni di euro con cui era stata acquistata, dopodiché la città deciderà democraticamente che farne".

I Cinque Stelle: "PalaExpo, zone ex Syndial o l'ex Umberto I"

Il Movimento Cinque Stelle, invece, ha concentrato l'attenzione su altre opzioni: "Noi abbiamo ipotizzato l'area del PalaExpo - ha dichiarato il consigliere Davide Scano - ma si è parlato anche delle aree ex Syndial. Vicino all'ingresso del Petrolchimico si possono fare dei ragionamenti, la viabilità c'è già, anche extraurbana. C'è pure l'ipotesi del quadrante di Tessera, anche se non siamo completamente d'accordo col Pd. Inoltre - ha concluso - ci sono le idee dell'ex Umberto I, prevedendo una riorganizzazione degli spazi e delle cubature, o dell'area della Vallenari".

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Gruppo misto: "Se ne discuta anche in commissione"

I consiglieri del Gruppo misto, infine, hanno chiesto soprattutto di poter essere messi a conoscenza di tutti gli aspetti focali della vicenda, dalla tipologia di inquinamento che insiste sull'area dei Pili alle destinazioni d'uso: "Sarà il Consiglio comunale a valutare cosa farne, non può essere il proprietario a stabilirne le potenzialità. Se ne discuta qui ma anche in commissione", ha sottolineato il consigliere Renzo Scarpa. 

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