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Il candidato alle primarie del centrosinistra Nicola Pellicani

Il candidato alle primarie del centrosinistra Nicola Pellicani

Pellicani si presenta: "Sono io il nuovo, sarò sindaco tra la gente"

Sabato mattina tanta gente a "Il Palco" per conoscere il programma del candidato alle primarie Pd: "Questa città ritrovi il senso di comunità"

"Voglio essere un sindaco in mezzo alla gente. Sono un cittadino come voi che ha deciso di mettersi in gioco". Di gente ce n'era tanta sabato mattina nel locale "Il Palco" di piazzetta Cesare Battisti per la presentazione ufficiale del candidato alle primarie del centrosinistra Nicola Pellicani. Giornalista, presidente della fondazione dedicata al padre, forte dell'investitura del Partito Democratico, intende presentarsi come il "nuovo", in una competizione che vedrà protagonisti tra gli altri anche il senatore Felice Casson e il renziano Jacopo Molina. "Credo che questa debba essere una stagione di cambiamento - ha spiegato - a una precondizione, che si rinegozi il patto di stabilità". Del resto quello è un "cappio" che Giunte e commissari hanno cercato di sciogliere senza successo. Da lì si riparte, anche con la decina di punti cruciali del proprio programma, che sviluppano e allargano la piattaforma elettorale messa a punto dal Pd.

L'accento è caduto più volte sull'importanza della mobilitazione dei cittadini. Sulla possibilità di creare pressione sulle istituzioni attraverso l'opinione pubblica. Dunque, l'intento è di raggiungere gli obiettivi prefissati non attraverso trame di palazzo ("Casson per la sua carriera avrà più entrature di me a Palazzo Chigi, io non ne ho"), ma attraverso la capacità persuasiva della gente: "Questi problemi si risolvono attraverso la mobilitazione", sottolinea. Così a più riprese viene evocata la possibilità di assemblee pubbliche: per chiedere la rimodulazione del patto di stabilità in primis, ma anche per approfondire i vari punti cruciali della "vertenza Venezia", come l'ha chiamata lo stesso Pellicani. "In tutto questo deve entrare anche la città metropolitana, voglio costruire insieme il futuro della città - dichiara - donando una nuova identità a Mestre".

Per farlo tornano in primo piano i cittadini: tra i punti principali del programma di Pellicani c'è infatti un progetto di rigenerazione urbana in grado di far sì che ci si riappropri degli spazi pubblici, dando respiro anche ai negozi di vicinato: "Solo così i mestrini si toglieranno di dosso quel senso di insicurezza e degrado - dichiara - la città ha un patrimonio immobiliare in cui il 70% delle abitazioni sono state costruite dal dopoguerra al 1971. Ora serve un cambio di prospettiva, senza consumare un centimetro di suolo in più. Sostenibilità e innovazione. Anche per Porto Marghera i protocolli firmati forniscono milioni e milioni di euro per un rilancio vero".

La chiave di volta per Venezia, invece, secondo il candidato alle primarie, è una riforma della Legge Speciale: "Dobbiamo avvalerci delle nuove tecnologie per governare i flussi di turisti - spiega - puntando su due o tre hub strategici. Per far sì che il grosso delle risorse del turismo rimanga da noi è fondamentale però una Legge Speciale in chiave federalista e metropolitana, i suoi meccanismi di finanziamento devono cambiare". Fin qui i tecnicismi. Ma alla base secondo Pellicani deve esserci un nuovo "racconto" attorno al capoluogo lagunare: "Viene percepita dagli stranieri come una città vecchia e poco innovativa - ha affermato - cambiamo il modo di presentarla al mondo, servono nuove politiche di 'storytelling', rilanciando il binomio cultura e turismo".

Scontata, naturalmente, la convinzione che le Grandi Navi debbano allontanarsi dal Bacino di San Marco. Meno scontata la decisione di chiedere l'aspettativa: "Sarò a stipendio zero in questi mesi finché non diventerò sindaco  - dichiara, passando poi all'attacco nei confronti degli altri candidati - vorrei sapere se anche i miei competitori faranno lo stesso, visto anche che ricoprono posizioni a spese dei contribuenti. Qui poi finanziamenti e aiuti saranno tutti all'insegna della trasparenza".

L'appoggio del Pd, però, non significa essere ormai interno al partito. Dunque niente tessera: "Io sono un esterno, intendo usare altri canali - ha spiegato - ascoltando le categorie economiche e i sindacati. Poi se diventerò sindaco la mia squadra sarà sempre sotto l'insegna del rinnovamento, puntando soprattutto sui giovani. Che devono essere al centro del nostro programma, il quale verrà aggiornato di volta in volta grazie al contributo di tutti. Questo è un treno che voglio che arrivi in stazione pieno di idee e di gente, grazie anche ai comitati di cittadini (il primo è nato proprio a "Il Palco" sabato, ndr) e alle assemblee che organizzeremo". Con un unico obiettivo finale: "Ricostruire quel senso di comunità che si è smarrito in questa città", conclude Pellicani.

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