Incentivi a chi non riscuote gli affitti: Consiglio diviso sulle risorse, ma ne arrivano altre

Mozione dei consiglieri Pd e Lista Casson e dibattito sui fondi dell'esecutivo ai Comuni. Il sindaco: «Io offeso e attaccato. A Venezia volevano dare qualche centinaio di migliaia di euro». Variati: «In arrivo un miliardo di liquidità»

Ca' Farsetti Comune di Venezia, archivio

«È giusto far sapere come sono andate le cose». Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro interviene in Consiglio comunale in videoconferenza giovedì 2 aprile, mentre viene approvata a maggioranza la modifica al regolamento Imu e le nuove aliquote come somma di Imu e Tasi 2019, in piena emergenza coronavirus. Nuovamente il dibattito si accende sulle risorse destinate dal governo ai Comuni.

«Il fondo per i buoni spesa e i beni alimentari era di 300, non 400 milioni, all'inizio, ma ho piantato una lite - dice Brugnaro - è successo che si sarebbero dovute dividere le risorse al Paese, dando il 70% in rapporto al livello di povertà considerata su quella dell'anno precedente. In questo modo a Venezia sarebbero arrivate alcune centinaia di migliaia di euro. Io sono rimasto in trincea a lavorare. E l'opposizione cosa fa? Attacca e offende. Il milione e 375 mila euro che oggi abbiamo sono briciole - ribadisce - divisi per 263 mila abitanti sono 5 euro a persona. Lo abbiamo detto al governo, questi proclami rischiano di illudere. E tuttavia abbiamo dimostrato lealtà al governo nazionale, pur non ricevendo dal Pd locale lo stesso trattamento. Ci dicono di essere al lavoro su una manovra poderosa, ci voglio credere. Lo sconto sugli affitti delle attività viene dato al massimo al 60 %, per il mese di marzo e solo per chi ha un affitto diretto e per una classificazione specifica dell'immobile. Teniamo i toni bassi, è poca roba. Per l'affitto di azienda non c'è alcuno sconto. Il Pd lavori con noi al finanziamento della legge speciale: 150 milioni all'anno per 10 anni, non si sono più fatti sentire». 

I consiglieri Nicola Pellicani, Emanuele Rosteghin, Monica Sambo e anche Renzo Scarpa del Gruppo Misto restano fermi sulla mozione di abbassare l'aliquota ai proprietari di immobili commerciali e ad uso produttivo, dati in locazione con regolare contratto, qualora si decida di rinunciare a riscuotere il canone di locazione (o parte sostanziale di esso) per il periodo di chiusura dell'attività locata, a seguito dei recenti dpcm. «Se lo respingiamo - dice Scarpa - andiamo contro a ciò che stiamo dicendo tutti quanti, cioè che gli enti, centrali e locali, non devono chiedere soldi che non ci sono a imprese e cittadini. È vero che l'impegno di spesa è difficilmente quantificabile ad oggi, ma alcune regole devono essere pensate in modo diverso».

Forse a cominciare dalle regole di accesso al Consiglio comunale che dovrebbe essere aperto al pubblico, ma in videoconferenza, in questo caso, non consente la partecipazione generale. «Segnalo l'anomalia di un Consiglio che per la prima volta è inaccessibile ai cittadini per mancanza di diretta streaming - si legge in un post Facebook del Gruppo25Aprile - Chiedo di volerci cortesemente informare in sintesi, a seduta conclusa, di ciò che viene discusso all'insaputa della cittadinanza».

Tornando al sostegno fiscale ai proprietari degli stabili a uso commerciale, per l'assessore al Bilancio Michele Zuin è da escludere che il Comune prenda impegni "con fondi propri", come indicato nella mozione. «Va visto il rendiconto - spiega - e non sono in grado di prendere impegni, a causa delle inevitabili ricadute sul bilancio che avremo per l'emergenza. Aspetto a parlare, per vedere prima quello che ho. Se è coordinamento e unità ciò che si cerca, si deve dire che l'impegno sarà finanziato con fondi governativi». Rosteghin propone una forma più morbida, togliendo riferimenti perentori e suggerendo che a decidere se si tratterà di fondi del Comune o dello Stato, sarà l'andamento dei prossimi mesi, ottobre, novembre. Ma Zuin non ci sta. Tutto viene rimandato a una discussione dei gruppi consiliari, e alla fine il consigliere Rosteghin decide di ritirare l'emendamento. 

«I Comuni italiani si troveranno quest’anno con un miliardo di euro di liquidità utilizzabile in spesa corrente - annuncia il sottosegretario all'Interno Achille Variati -. Il risultato arriva grazie a Cassa Depositi e Prestiti, su richiesta di governo, Anci (associazione dei Comuni), e Upi (Unione delle province), e consentirà agli enti locali di pagare a giugno e a dicembre solo la quota interessi delle rate di tutti i prestiti. I Comuni avranno così un miliardo di euro in più in spesa corrente, utilizzabile per l’emergenza. Le amministrazioni sono tra i soggetti che soffriranno fortissime conseguenze in termini di bilancio da questa crisi. Ma i territori sono essenziali attori nel contrasto alla diffusione del contagio e saranno domani protagonisti della ripartenza e ricostruzione del sistema».

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