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Nessun "incrocio pericoloso" tra Gabrielli e Salvini, in 500 per la serata del Coisp

Lunedì sera la "pizzata" del sindacato di polizia a Maerne. Il segretario del Carroccio: "La divisa che ho indossato? Me ne hanno regalate diverse. La prof razzista? Chi sbaglia paga"

"Fate attenzione a non farlo entrare mentre parla Salvini". Queste le direttive di un componente dello staff del Coisp lunedì sera in occasione del raduno nazionale del più importante sindacato di polizia in laguna. Entro pochi minuti sarebbe dovuto arrivare, Franco Gabrielli, capo della polizia. E si volevano evitare scivolini. A dimostrazione che la polemica per la maglietta della polizia indossata ad agosto dal segretario della Lega Nord aleggiava ancora sopra le teste dei circa 500 presenti al ristorante "Mattone" di Maerne di Martellago. Polemiche da cui Gabrielli ha voluto tenersi a debita distanza.

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Tant'è vero che nel momento in cui le televisioni hanno chiesto una stretta di mano tra i due ospiti, il capo della polizia ha fatto capire che non era il caso. Del resto i rapporti tra i due sono tesi fin da quando Gabrielli era prefetto di Roma. Al tempo gli attacchi non mancarono da parte dell'attuale segretario del Carroccio. "Sono qui come ospite - ha esordito Salvini - Non ho magliette, perché non voglio causare polemiche. Sono qui per i nostri fratelli in divisa, perché uno Stato che non difende le forze dell'ordine non è uno Stato. Sono contro l'applicazione anche alle forze dell'ordine del reato di tortura, che è controproducente per chi deve far rispettare la legalità. Anzi, è uno schiaffo in pieno volto. Voglio certezza della pena, perché molti di voi mi dicono 'io non li arresto più. Dopo un quarto d'ora me li ritrovo in strada'. I nostri uomini vanno a insegnare in mezzo mondo, poi qui guidano automobili con centinaia di migliaia di chilometri. Questa è la situazione. E' tragica". 

I temi nazionali si intrecciano gioco forza ai temi locali. A Venezia tengono ancora banco i commenti su Facebook di Fiorenza Pontini, professoressa del liceo Marco Polo, contro i profughi. Il giudizio di Salvini è netto: "Chi sbaglia paga. E nessuno deve permettersi di fare politica a scuola. Queste frasi sono il risultato di una immigrazione che è fuori controllo. Una cosa sottolineo. Quella divisa che ho indossato e che tanto dibattito ha causato me l'aveva regalata un vostro collega. E nei giorni seguenti me ne sono arrivate molte da altre forze dell'ordine". 

Mentre Salvini parlava al centro del locale, microfono in mano, ha fatto il suo ingresso il capo della polizia, Franco Gabrielli. Accanto a lui il questore, Angelo Sanna. Con Salvini nessun "incrocio pericoloso": "Chi si permette di fare polemica - ha dichiarato - sappia che io sono 'talebano' nel mio essere rappresentante dello Stato. Sono pronto a restituire eventuali soldi spesi per venire fino a Maerne. Io sono qua semplicemente perché ho onorato l'invito del vostro segretario. Per me le rappresentanze sindacali sono tutte uguali. Credo che il nostro elemento distintivo sia indossare la nostra giubba. Quello che però chiedo è che, se qualcuno commette errori dirigendo, non venga infangata l'intera amministrazione".

Al fianco di entrambi il segretario nazionale del Coisp, Franco Maccari, padrone di casa.  A pochi metri uno dei due marò, Salvatore Girone. Poi i parlamentari Maurizio Gasparri, Elisabetta Gardini e Carlo Giovanardi. Da Salvini è comunque arrivato un giudizio positivo sui primi mesi di operato di Gabrielli: "L'inizio sembra promettente, vedremo", ha commentato a margine. Non è mancata una staffilata al governo Renzi sul prossimo referendum di dicembre: "Se votate sì, sappiate che il Veneto sarà più povero. Questa è la riforma più centralista dagli anni del ventennio fascista. Ed è pure fatta male", ha concluso.

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