Trasporto scolastico, opposizioni all'attacco: «Senza regole». «Necessaria autonomia»

Conferenza Stato-Regioni, Visman e Baldin: «Nessuna certezza sulla capienza, surreale. Cna: «400 imprese in Veneto: il governo le senta». Morosin: «Autogoverno quanto mai necessario»

Trasporti

La politica è in piena fibrillazione in vista del ritorno a scuola: dalla conferenza Stato-Regioni di lunedì dovrebbero emergere dati più sicuri sulla capienza dei mezzi di trasporto scolastico, nodo ancora fra i più incerti in merito. Intanto le opposizioni si scatenano e qualche governatore si è già espresso sulla seria possibilità di far slittare oltre il 14 settembre la data della ripresa delle lezioni in presenza (la Campania ad esempio).

Una linea per gli studenti

«Si avvicina la data senza regole certe e senza organizzazione», tuonano Erika Baldin, consigliera regionale candidata del M5S e Sara Visman, candidata sindaco di Venezia. «Famiglie e studenti non sanno ancora se i mezzi avranno una capienza ridotta o al 100%. Il 29 agosto un cittadino ci ha segnalato che ha chiesto l'intervento della polizia locale per l'assenza del gel igienizzante in diversi mezzi Actv – riferiscono Baldin e Visman – Ma un ispettore lo ha redarguito minacciando l'accusa di interruzione di servizio pubblico. L'azienda partecipata del Comune deve rispettare e far rispettare le regole e coordinarsi con le scuole del territorio. Si potrebbe pensare, inoltre, a una linea di trasporto acqueo dedicata agli studenti».

Le imprese

«Occupazione all'80 per cento: più facile se le istituzioni avessero ascoltato la voce delle 400 imprese del settore - dice la Cna del Veneto (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa)». Già da marzo, afferma Sergio Barsacchi responsabile Veneto del settore, «avevamo data la disponibilità dei nostri associati, in mancanza di mezzi e personale, a sopperire alle carenze dei servizi con i loro mezzi. Proposta caduta nel vuoto». 

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Ci pensi il territorio

«La gestione della ripresa scolastica, nel pieno dell'emergenza Covid, è l'esempio più pratico della necessità di un autogoverno territoriale delle criticità. Non ha senso una standardizzazione e omologazione di tutte le situazioni». Riflette, l'avvocato Alessio Morosin del Partito dei Veneti, candidato capolista per Venezia alle regionali. «Per le scuole ci si avvalga di ingressi scaglionati, anche di un quarto d'ora, mezz'ora, mentre con l'uso della mascherina si può pensare di ridurre di un solo terzo la capienza dei mezzi. Ci vuole - conclude Morosin - il coinvolgimento dei genitori, l'informazione e la conoscenza dei rischi, oltre a un patto con le famiglie».

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