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Raid anarchico, Venezia sarà parte civile. Legge speciale? "Non basta"

Danni per quasi 100mila euro. Il sindaco: "Via i cortei e la movida da Santa Margherita". Risparmi grazie alla ristrutturazione della macchina comunale

Il conto è salato, e l'amministrazione di Venezia ha tutta l'intenzione di chiedere i danni. Oltre 270 scritte sui muri cittadini, atti vandalici che costeranno 80-100mila euro alle casse comunali. Così Ca' Farsetti si costituirà parte civile contro i responsabili che hanno imbrattato la città nel corso della manifestazione di esponenti dell'area anarchica del 5 dicembre. Lo ha annunciato il sindaco, Luigi Brugnaro, durante il punto stampa di lunedì: "La città - ha denunciato il primo cittadino - è stata imbrattata con 272 scritte. Non è giusto che l’onere della loro cancellazione pesi sulle casse del Comune di Venezia. Chi ha sbagliato dovrà assumersi le sue responsabilità e pagare di persona".

Per il sindaco, gli effetti della manifestazione sono l'ennesima dimostrazione che i cortei vanno allontanati da una parte del centro storico, campo Santa Margherita in primis. "Serve pensare a spazi alternativi - ha dichiarato, tirando in ballo anche la questione movida che disturba la quiete dei residenti - Non possiamo solo reprimere. Ad esempio si può trovare un posto alla Marittima: non sarà la stessa cosa, ma ne ho già parlato con Costa e si è detto d'accordo, anche perché ritengo che un'area destinata a tal fine vada immaginata lì". Brugnaro ha quindi auspicato che "campo Santa Margherita, che è diventato un problema, non deve essere uno spazio concesso per le manifestazioni, perché, essendo la zona già piena di gente, è troppo facile dire dopo che la manifestazione è riuscita".

C'è poi il capitolo relativo alla difficile situazione economica della città. Se da una parte si cerca di ottenere maggiori fondi dal Governo, dall'altra c'è la necessità di tagliare sulle spese. A partire da una ristrutturazione della macchina comunale. "Immaginiamo che le direzioni possano passare dalle 22 di oggi a 9 o 10", ha dichiarato Brugnaro, esponendo la delibera, che sarà presentata nella prossima seduta di Giunta, sui criteri di riorganizzazione che porteranno ad una significativa riduzione delle attuali direzioni. Dopodiché il primo cittadino si è soffermato sui provvedimenti di modifica alle deleghe attualmente affidate alle Municipalità: "Sono diventate un moltiplicatore di spesa che non ci possiamo permettere - ha detto - L'obiettivo di questa operazione di riordino, che in una prima fase riporta all'amministrazione centrale tutte le deleghe ora in capo alle Municipalità, è quello di rendere più efficiente la macchina comunale, stabilendo regole comuni per tutti. Una volta stabiliti questi criteri (ad esempio la concessione di contributi, sovvenzioni, patrocini, la riduzione o l’esenzione dal pagamento dei ticket di ristorazione o trasporto scolastico, l’assegnazione dei plateatici), sarà possibile ridiscutere la riassegnazione delle deleghe alle Municipalità in base a criteri di efficienza e risparmio". "Le Municipalità - ha concluso - sono e restano luogo di democrazia e di ascolto dei cittadini, ma dobbiamo fare in modo che non ci siano disparità di trattamento e che i servizi e le risorse vengano distribuiti con giustizia". Sorte analoga per le 16 biblioteche comunali, che attualmente sono governate da otto direzioni e la cui gestione risulta troppo costosa. "È nostra intenzione realizzare un database di tutta l’amministrazione pubblica - ha specificato Brugnaro - per riordinare la forza lavoro".

Sulla Legge speciale, secondo l'amministrazione, c'è ancora molto da lavorare perché porti a Venezia quello di cui ha bisogno: "65 milioni di euro sono, è vero, più di quanto nessun sindaco, negli ultimi anni, è riuscito a portare a casa - ha ammesso il primo cittadino - ma non abbiamo intenzione di cavalcare l’onda trionfalistica. Ringrazio il Governo per l’attenzione che ci è stata rivolta, ma siamo ben lontani dalle reali necessità di Venezia". Brugnaro ha quindi annunciato l'intenzione di convocare una conferenza stampa sui costi della città. Tra le delibere approvate molte sono quelle relative a lavori di manutenzione, per un totale di 20 milioni di euro, equamente suddivisi tra la terraferma e l’estuario. In particolare saranno ristrutturati completamente i due pontili in campo dell’Erbaria a Rialto e la passerella per diportisti della Biennale e Campiello Sant’Anna a Castello. Entrambi i lavori, per un totale di 310mila euro, saranno finanziati con fondi residui di Legge speciale. E poi il conferimento di due immobili (l'ex liceo Severi del Lido, esclusa la palestra, e un ex granaio alla Giudecca) alla Biennale, l'approvazione dei criteri per la messa a bando di 71 nuovi alloggi in social housing all'Opera pia Coletti a Cannaregio: a partire dal reddito, dai 20mila ai 74mila euro all'anno. Lavori da finire tra maggio e giugno.

Infine il sindaco è tornato sulla vicenda dello statuto della Città metropolitana di Venezia, non approvato a causa del voto contrario dei sindaci di Fossalta di Piave e Scorzè. "Quei due - ha detto - si sono comportati male e sono indifendibili, oltre che inaffidabili. Hanno collaborato fattivamente alla discussione sullo statuto, votandolo come consiglieri, ma poi votando contro come sindaci: una pessima figura, visto che, se fossero stati corretti, oggi avremmo lo statuto, che significa avere il campo di gioco, non la vera partita, una cosa leggera per far funzionare la macchina. Paradossalmente è stato più coerente il Pd che, posizione legittima, si è astenuto in occasione del voto, così come in Consiglio". Critiche anche al vicepresidente della Regione, Forcolin, che aveva preso le difese di Sensini. "Indifendibile anche lui - ha sostenuto - Dice che la Città metropolitana non è la mia azienda, ma gli rispondo che non è neanche la sua. E non c'entra la Lega, visto che il giorno prima avevo parlato con Dozzo e lui mi aveva detto di stare tranquillo". Brugnaro ha quindi annunciato la convocazione del Consiglio metropolitano per l'11 e il 13 gennaio.

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