La curiosa storia delle statue in Campo dei Mori e il naso portafortuna da toccare

La leggenda dei cosiddetti "Mori di pietra" nel sestiere di Cannaregio

Nel sestiere di Cannaregio e, nello specifico, in campo dei Mori ci sono delle statue che non si possono non notare passando in zona e una di queste porta anche fortuna! A pochi passi dalla casa di Tintoretto, infatti, ci sono quattro statue di pietra incastonate nel muro del Palazzo Mastelli del Cammello (il famoso palazzo con un cammello sulla sua facciata). Questo palazzo, insieme agli altri edifici del campo dei Mori a Cannaregio è stato costruito dalla famiglia dei Mastelli arrivata a Venezia dal regno della Morea, la vecchia provincia dell'impero bizantino (corrispondente all'attuale Peloponneso) i cui componenti erano chiamati, appunto per questa loro origine, "Mori". I cosiddetti "Mori" erano 3 fratelli (Rioba, Sandi e Alfani) esperti commercianti di sete e spezie. La caratteristica principale dei Mori di Venezia era quella di essere abilissimi ma non così onesti commercianti. Questi fratelli, infatti, erano bravissimi a truffare i loro clienti vendendogli della merce di bassa qualità a prezzi elevatissimi. Oltre a essere dei venditori nati, i tre fratelli gestivano anche una banca e proprio attraverso questa banca fu truffta una religiosissima signora veneziana che offesa dal raggiro fatto nei suoi confronti pregò Santa Maria Maddalena di lanciare una maledizione su questi truffatori. 

La maledizione di Maria Maddalena che trasformò i Mori in pietra

Ascoltata la preghiera della signora truffata, un bel giorno, Santa Maria Maddalena si presentò al cospetto dei tre commercianti truffatori fingendo di essere un'acquirente di stoffe. I tre fratelli, abili nell'aggirare i loro clienti con frasi ad effetto si rivolsero alla Santa con queste esatte parole: «Possa il Signore trasformarci in pietra se questa non è la miglior stoffa di Venezia» e ovviamente non era così quindi i tre malefattori si trasformarono immediatamente in statue di pietra. Insieme a loro, divenne un masso di pietra anche il loro servitore, di cui nessuno conosceva il nome. Nello stesso campo, infatti, oltre alle statue dei tre fratelli che sono rimaste incastonate nel palazzo che gli appartevena ce ne è anche una quarta, raffigurante proprio il loro aiutante sconosciuto. 

La statua di uno dei tre fratelli, nello specifico il "sior Rioba" rimase la più famosa delle quattro anche grazie a un giornale satirico del XIX secolo chiamato proprio “L'ombra de Sior Antonio Rioba”. La statua di Rioba, inoltre, perse il naso che gli venne rifatto con una tecnica un po' improvvisata utilizzando invece della pietra un pezzo di ferro. Ancora oggi è possibile vedere il naso "nero" del signor Rioba che si narra porti fortuna a tutti quelli che lo toccano. Ora che lo sapete, se doveste passare dalle parti di Campo dei Mori, ricordatevi di dare una toccatina al naso di Rioba! 

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