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Argento che vale oro per Federica Pellegrini ai Mondiali di Kazan

Mercoledì pomeriggio la campionessa di Spinea sul secondo gradino del podio nei 200 stile libero dietro alla Ledecky: "Contro tutte le critiche"

Stavolta la zampata della Divina non è arrivata, nonostante quel primo tempo in semifinale avesse illuso un po' tutti. Nella finale è medaglia d'argento. Un argento che luccica come l'oro per come è arrivato, al termine di una gara combattutissima, con tutte le otto atlete racchiuse in mezzo secondo per almeno tre quarti della distanza. SuperFede ha dimostrato di essere una campionessa vera, in grado di ripetersi a dieci anni dalla prima medaglia mondiale su livelli eccelsi.

Del resto si sapeva che la finale di mercoledì pomeriggio ai Mondiali di Kazan sui 200 stile libero sarebbe stata tutta un'altra storia. Soprattutto perché la statunitense Katie Ledecky (poi trionfatrice) non avrebbe avuto nelle braccia la stanchezza della gara dei 1.500 metri stile libero, quella disputata martedì al termine della quale aveva addirittura stabilito il nuovo record mondiale. E perché le altre rivali avrebbero dato tutto. Ma la Divina c'è ancora, e soprattutto le altre rivali sanno che in terra brasiliana tra dodici mesi dovranno ancora fare i conti col suo immenso talento.

Ventisettesimo compleanno dolce-amaro, dunque, per Federica Pellegrini, che non è riuscita a conquistare l'oro nella distanza che sente più sua, quando manca un anno esatto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Inutile il tentativo di progressione tra la terza e quarta vasca, ormai tradizionale della campionessa di Spinea. Ma tra un anno la rivincita potrebbe essere dolcissima, visto che si avvicina il sogno di ogni atleta: le Olimpiadi.

La soddisfazione alla fine ha la meglio sulla delusione per l'oro mancato. Al punto che la "neo 27enne" si commuove davanti alle telecamere di RaiSport: "Sono felice perché pensavo di non farcela -  ha dichiarato dopo una lunga pausa per trattenere le lacrime - Mi dicevano 'fai i quattro stile che queste vanno troppo veloci per te'. Per me è una grande soddisfazione. Durante l'ultimo mondiale prendere questa medaglia nei due stile a dieci anni dalla prima per me è importantissimo. La forza l'ho trovata nel lavoro - continua - tempi buoni così in allenamento non li facevo da anni. E poi l'ho trovata nel piacere di gareggiare su questa distanza. Sapevo che non potevo rimanete indietro - conclude - già ieri avevo visto che la finale non sarebbe stata veloce come mi immaginavo. Ma è stato difficile, perché tutte e otto eravamo racchiuse in mezzo secondo".

Dopodiché a cuore libero, dopo la cerimonia del podio: "Le coincidenze continuano a far pare della mia vita - dichiara - Nel 1995 ho buttato via una gara e le lacrime erano di rabbia. Oggi piango di felicità, perché per la sesta volta consecutiva riesco a vincere una medaglia su questa distanza. Non pensavo di arrivare qui e vincere i 200 stile libero, perché possono cambiare gli equilibri di gara in gara. Riuscire a prendere l'argento? Se me lo dicevano ieri non ci avrei mai creduto". Lo sguardo va in Brasile, inevitabile: "L'apertura dei giochi olimpici sarà il 5 agosto, sarà sempre il mio compleanno - commenta - Questo argento servirà a gasare anche le ragazze della stafetta domani". E poi sui complimenti di Franziska van Almsick subito dopo la gara: "Mi emozionano le sue parole - dichiara - anche sull'intervista di Laure Manadou mi ha fatto piacere. Un pochino erano in acqua con me oggi". Ai tifosi: "Io vi ringrazio tutti - dichiara - siete sempre stati carini con me in questi giorni". Alla fine un saluto e un sorriso, e quello sguardo sereno cui molti non erano più stati abituati al termine delle gare, e che fa ben sperare per il futuro.

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