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Abusò ripetutamente di due bimbe di 7 e 9 anni: orco di 74 anni in carcere

L'uomo, di Chirignago, approfittava del lavoro della moglie da baby sitter per abusare delle piccole. Condannato nel dicembre del 2016, è stato condotto a Santa Maria Maggiore

Approfittava del lavoro da baby sitter della moglie per abusare ripetutamente di due bambine che ora hanno 11 e 13 anni. Quando la moglie si assentava, lasciando le piccole al marito, lui le forzava in atti sessuali di vario tipo, constringendole con minacce e pressioni psicologiche al silenzio. L'orco, un 74enne di Chirignago, era stato condannato a 6 anni di reclusione con rito abbreviato a dicembre 2016. È spettato ai carabinieri di Spinea, mercoledì, eseguire l'ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Venezia.

Le indagini

L'indagine era stata condotta dai militari dell'Arma di Mestre, sotto la direzione della procura della Repubblica, a seguito della segnalazione effettuata nell'aprile del 2016 dalla dirigente scolastica di un istituto elementare di Mestre. Era stata la bimba, all'epoca di 7 anni, a confidare ad una delle sue insegnanti dei continui abusi patiti da parte del marito della propria baby sitter. L'attività investigativa che ne era conseguita, in primis con l'audizione protetta delle due piccole vittime, aveva permesso di riscontrare come il 74enne avesse compiuto, nel corso degli ultimi anni, ripetute violenze sessuali nei confronti delle bambine, alle quali faceva seguire anche quelle piscologiche, per metterle a tacere. Approfittare delle piccole, per lui, era piuttosto semplice. Le bimbe, infatti, entrambe figlie di madri separate, erano state affidate alla donna, alla ricerca di un appoggio "sicuro". Nulla faceva presagire il desiderio perverso del marito, che faceva tutto all'oscuro della moglie, approfittando della sua assenza.

Le minacce

Le violenze fisiche erano accompagnate da minacce più o meno velate: «Se parlate le vostre madri finiscono nei guai», questo il mantra del 74enne per intimorire le sue vittime e farle desistere dal raccontare la verità. Oltretutto l'anziano svolgeva il ruolo di "nonno vigile" in città, anche se in una zona diversa da quella della scuola frequentata dalle vittime. Non risulta, comunque, che siano avvenute molestie al di fuori delle mura domestiche.

L'arresto

La carcerazione del pedofilo, interdetto da pubblici uffici e impossibilitato ad avvicinarsi a luoghi frequentati da minori, chiude le indagini dei carabinieri, svolte all'interno di una cornice di delicati accertamenti, nell'intento di preservare le giovani vittime da altri traumi e condizionamenti.

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