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Centro Don Vecchi, ok all'ampliamento: non chiarita la quota pubblica del sociale

Senza risposta la richiesta di Forza Italia e Lega su quante persone il Comune abbia fatto accogliere. Tosi: «Sì alla convenzione con Carpinetum ma fare attenzione al disagio e alle risorse pubbliche»

Centro Don Vecchi 7, foto archivio

Via libera dal Consiglio comunale di giovedì 30 aprile all'ampliamento del Villaggio solidale Don Vecchi. Approvata all'unanimità la convenzione con la Fondazione Carpinetum. Non passa però la mozione di Forza Italia, in particolare della capogruppo Deborah Onisto, e della consigliera della Lega Silvana Tosi, approvata anche dai 5 Stelle. All'articolo 3, punto g, della proposta di delibera 1050, si dice infatti che della quota totale dei posti riservati all'accoglienza, al centro Don Vecchi, il 10% deve essere indicato dall'Amministrazione Comunale. 

Le commissioni

Nelle commissioni precedenti, che hanno trattato la proposta di delibera, Onisto e Tosi avevano chiesto ai Servizi Sociali del Comune di sapere esattamente chi e quante persone l'amministrazione avesse indicato. Questo per due motivi. Il primo riguardante l'impegno nel sociale di alcuni consiglieri fra cui Tosi, che si è trovata a essere punto di riferimento per persone in difficoltà alle quali ha trovato una sistemazione in strutture di accoglienza del territorio, non senza costi. Tra loro padri di famiglia finiti in strada, madri con figli piccoli senza lavoro, persone non più giovani.

Pubblico interesse

Il secondo è che il Comune corrisponde annualmente, in forza della convenzione con la Fondazione Carpinetum che gestisce il Don Vecchi, la quota di 320 mila euro, sugli oneri di gestione pari a un milione e 200 mila euro. «Insisto nel dire che siamo favorevoli all'attuazione del progetto e ringrazio la Fondazione per il meraviglioso lavoro svolto negli anni», dice Tosi. Ma se il Comune non sa dire quante persone e anziani siano stati accolti su sua indicazione, spiega la consigliera, questo fa pensare a una scarsa conoscenza di quello che avviene. Sembrerebbe che alcuni assistenti sociali del Comune neppure sapessero della convenzione. «Dato che - afferma Tosi - ogni opera finanziata dal Comune deve avere l'obiettivo del pubblico interesse o utilità, avere a disposizione questa percentuale di posti per l'accoglienza darebbe un vantaggio alla cittadinanza più debole e all'amministrazione, che alcune volte è costretta a sistemare le emergenze abitative in alloggi, villaggi o residence che hanno un costo elevato che addirittura raggiunge i 60-80 euro al giorno». 

Mercato e ostello

A parte questo Don vecchi significa anche mercato solidale. Via libera quindi al primo stralcio dei lavori, secondo la variante 28 al Piano degli Interventi. Il centro Don Vecchi 8 sarà destinato, come altre strutture già gestite dalla fondazione, a dare alloggio a fasce deboli di cittadini, persone disagiate, a genitori separati, giovani coppie in difficoltà e famiglie aventi componenti del nucleo diversamente abili. Il mercato solidale avrà lo scopo di creare una forma di economia circolare mediante il riciclo di beni usati, senza scopo di lucro. Il nuovo ostello avrà, come da progetto, una superficie pari a 2.498 metri quadrati; la struttura destinata al mercato solidale avrà una estensione di 3.335 metri quadrati. «I centri Don Vecchi già realizzati - si legge in delibera - hanno dimostrato di essere strutture di grande utilità sociale, che permettono di accogliere persone con redditi modesti senza alcun aggravio per l’Amministrazione comunale».

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