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Nuovo sgombero all'ex segheria, i proprietari: "Chiediamo di incontrare sindaco e prefetto"

Polizia locale e Veritas in azione giovedì mattina nella struttura di via Giustizia a Mestre. La proprietà: "Chiesto più volte un faccia a faccia". Dal Comune: "Due investitori interessati"

"Gli ultimi possibili acquirenti li abbiamo persi 3 o 4 giorni fa. Aprono il giornale e se ne vanno, siamo noi le prime vittime di questa situazione". A pochi passi da Monica Perissinoto ci sono gli agenti della polizia locale e gli operatori di Veritas che giovedì mattina stanno ultimando le operazioni dell'ennesimo sgombero dell'ex falegnameria Rosso di via Giustizia a Mestre. A terra un cumulo di sporcizia indistinta e anche pericolosa perché lì, nello stabile in vendita da 13 anni e da allora non più abitato, i tossicodipendenti vanno a bucarsi. Ci sarebbero due investitori interessati a riqualificare l'area e che avrebbero bussato alla porta di Ca' Farsetti, ma ora bisogna chiudere il cerchio.

Il Comune: "Due possibili  acquirenti interessati"

"Chiediamo un incontro con sindaco e prefetto"

Monica Perissinoto è la proprietaria della struttura divenuta punto di riferimento per chi cerca stupefacenti in città. Come uscire dallo stallo? "Abbiamo chiesto più volte un incontro al Comune - dichiara Perissinoto - l'ultima Pec che ho inviato a prefetto e sindaco è di un mese e mezzo fa, ma non abbiamo avuto risposta". Intanto i possibili investitori se ne vanno uno dietro l'altro, scoraggiati dalla pubblicità negativa: "E' una fuga continua - sottolinea - io vengo a controllare l'area quattro volte al giorno, e non dico cosa trovo. In questi anni a spanne avremo speso più di centomila euro per metterla in sicurezza. Ma i tossici entrano in ogni modo. Dall'altra parte dobbiamo combattere contro la burocrazia".

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Da un lato i tossici, dall'altra la burocrazia

Se da un lato ci sono i tossicodipendenti e gli spacciatori, dall'altra c'è un crogiolo di Enti da cui ottenere risposta: "I buchi nella recinzione in fondo sono competenza di Rfi - spiega - ma nulla viene fatto. Abbiamo chiesto al Comune il riconoscimento di volumetria, ma la pratica è ancora ferma a Ca' Farsetti". La volontà è di fare e chiedere chiarezza per far luce sul futuro dell'ex segheria, divenuta simbolo di emergenza sociale: "Nonostante la Pec non abbia ottenuto risposta, ribadiamo l'intento di avere un colloquio con sindaco e prefetto - conclude la proprietaria - perché da soli non possiamo tenere sotto controllo la situazione. Crediamo sia interesse di tutti che qui arrivino investitori in grado di riqualificare l'area. Ma con il passare degli anni mi sono fatta l'idea che ci sia qualche privato che sta solo aspettando il momento giusto per presentarsi e acquistare tutto per una pipa di tabacco".

Rassicurazioni dal Comune

Dal Comune si sottolinea che un incontro con la proprietà è già avvenuto in Municipio a Mestre e che, anzi, questi potrebbero essere giorni importanti. In coda ci sarebbero due investitori pronti a mettere sul piatto risorse per un progetto edilizio di riqualificazione (DETTAGLI). Sul fronte del riconoscimento delle volumetrie giungono rassicurazioni, spiegando che l'approvazione delle carte sia imminente perché mancherebbe all'appello una domanda ufficiale da parte del professionista cui si appoggia la proprietà per seguire la questione.

"Se non ci aiutano, tornerà tutto come prima"

Finché però non ci sarà un passo in avanti "ufficiale", i punti interrogativi della proprietà si affastellano l'uno sull'altro: "Mi chiedo perché il centro Drop-In (struttura di riduzione del danno del Comune che si rivolge a tossicodipendenti inaugurata nel 2007, ndr) si trovi a pochi metri da qui - dichiara Monica Perissinoto - Mi chiedo perché non siano state installate telecamere in questo tratto di strada. Quando le abbiamo posizionate noi, a nostre spese, tempo poche ore erano già state rubate. Mi chiedo perché continuiamo a chiedere gli interventi di Veritas e della forza pubblica, ma non veniamo aiutati nell'uscire da questa spirale". Nel mentre gli agenti della polizia locale se ne vanno per un sopralluogo in piazzale Candiani e tutt'attorno rimane il deserto: "E' solo questione di tempo - conclude la proprietaria - se il Comune non ci darà una mano tornerà tutto come prima". La speranza comune di proprietari e amministrazione è che la partita si chiuda il prima possibile.

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