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Telefono giù nella grata, entrano con la torcia e trovano un cadavere

Tragica scoperta mercoledì pomeriggio in uno scantinato di viale Don Sturzo. A togliersi la vita un 30enne mestrino che viveva di espedienti

Entrano per cercare il telefono cellulare in quella ex autorimessa in disuso. La torcia a fendere l'oscurità. Ma ci trovano dentro un cadavere, impiccato. La tragica scoperta mercoledì verso le 18.30 in viale Don Sturzo a Mestre: poco prima a una signora che stava andando in palestra scivola lo smartphone all'interno di una grata. Aveva bisogno che qualcuno glielo andasse a recuperare in quella sorta di scantinato abbandonato.

Per questo il titolare della palestra ha chiesto a un dipendente di un bar vicino le chiavi del cancello. Dopodiché sono entrati nella proprietà, finché non si sono accorti di quel corpo irriconoscibile. In avanzato stato di decomposizione. Immediato l'allarme lanciato alla polizia, che è intervenuta sul posto con le Volanti. Gli agenti sono entrati nella ex autorimessa, e hanno accertato che effettivamente c'era un cadavere. Un probabile suicidio.

L'identificazione è avvenuta grazie al documento d'identità che la vittima aveva nella tasca posteriore dei jeans: si tratta di un 30enne mestrino, che da diverso tempo aveva rotto i rapporti con la propria famiglia e aveva deciso di vivere per i fatti suoi. Nei mesi scorsi piccoli problemi con la giustiiza, oltre che qualche precedente per stupefacenti. Da prassi il magistrato non ha ancora dato il nulla osta per i funerali. Serve prima una ispezione del medico legale, e fugare soprattutto ogni dubbio sulla presenza di altre persone all'interno dell'autorimessa. Anche se appare chiaro che ci si trova di fronte a una tragedia cui solo la solitudine e la disperazione possono portare.

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