Accorpamenti di classi a settembre, la dirigente: «Presto un Consiglio d'istituto»

Aule, distanziamento, didattica e organico da definire. A Venezia una rappresentante dei genitori del Tommaseo vuole risposte sulle terze superiori del liceo delle scienze umane

Liceo Benedetti Tommaseo palazzo Martinengo Venezia, Castello

Se prima era difficile, a ogni inzio di anno scolastico, nominare docenti e organizzare scuole e classi, con il Covid sembra impossibile. Il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina ha in mente un piano, con più risorse e maggior autonomia, contro il quale si stanno scagliando tutti portando la protesta in piazza: genitori, insegnanti, dirigenti e sindacati. 

Il virus e la scuola

A Venezia le strutture che ospitano le scuole superiori, come palazzo Martinengo, sede del liceo delle Scienze Umane Niccolò Tommaseo a Castello, rendono ancora più difficile ipotizzare schemi di distanziamento fra gli studenti. I genitori, come una rappresentante di classe delle seconde superiori 2D e 2G del liceo in questione, lo hanno capito. E vogliono correre ai ripari prima di settembre. Con una lettera hanno chiesto spiegazioni alla dirigente scolastica attuale, che dopo la morte del preside Davide Frisoli, ad aprile scorso, è Concetta Franco: la stessa dell'Istituto superiore Francesco Algarotti. Le direttive sull'organizzazione delle classi in termini numerici al Tommaseo sono quelle della fase pre-Covid. Del virus non hanno recepito nulla, almeno fino a oggi. Così, spiega la rappresentante delle famiglie Milagros Rodriguez, mamma di una studentessa di seconda che a settembre va in terza, anziché essere previsti distanziamenti sono attesi accorpamenti. Il numero minimo perché una classe resti in piedi, considerato l'organico di diritto, è di di 21 alunni per sezione. 

Le terze

«Lo scorso 12 maggio - scrive Rodriguez - ci è stata inoltrata un'informativa della dirigente dell’istituto, in cui si dà per certa la contrazione delle sezioni di terza per gli ammessi al prossimo anno scolastico. Attualmente le classi seconde sono tre: due sezioni frequentanti 5 giorni la settimana, composte da 18 e 21 ragazzi; una sezione a 6 giorni la settimana, che di studenti ne ha 14. Per la normativa vigente gli studenti iscritti in seconda risulterebbero essere troppo pochi per garantire lo stesso numero di terze, anche in considerazione di possibili non ammessi alla classe successiva». La logica porterebbe a immaginare una suddivisione più equilibrata tra classi alleggerendo le sezioni. Con l'emergenza non è più questione di logica ma una necessità. «Come è possibile essere certi di costituire due sezioni da 26 e 27 alunni? Al Martinengo gli incantevoli ambienti storici non garantiscono il distanziamento interpersonale - si legge nella lettera - Chiediamo un ripensamento perseguendo tutte le strade per mantenere l’attuale ripartizione delle 3 classi» Dalla scuola la risoosta: «questo istituto informa che l'Ufficio Scolastico Regionale ha attribuito nell’organico di diritto solo 2 classi terze delle scienze umane per il prossimo anno scolastico. La soppressione di una sezione è stata disposta in base alla normativa vigente. La terza classe potrebbe essere restituita con l'organico di fatto dopo gli scrutini di giugno; la scuola si è già mossa e continuerà a farlo per favorire questa soluzione».

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Consiglio

«Organizzerò un Consiglio d'Istituto - commenta la dirigente Franco - come ne ho già uno in programma all'Algarotti lunedì 29 giugno. Non posso far nulla senza che sindaco e Città Metropolitana, cui spettano le decisioni sul piano della funzionalità delle aule, si esprimano sulla capienza massima secondo il distanziamento. Le palestre hanno le stesse problematiche di organico, anche per le pulizie e la gestione. E poi, togliamo l'attività motoria? - Domanda Franco e conclude - ho sempre  sollecitato tavoli tecnici (regionali), che dovrebbero partire in base alle indicazioni del ministero. Ad oggi gli Istituti scolastici non sono stati coinvolti. Ora convoco un Consiglio d'Istituto (genitori e ragazzi) all'Algarotti e di conseguenza farò lo stesso al Tommaseo».
 

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